Nel Vangelo di oggi (Luca, cap. 9, vv. 18-22) Gesù fà una domanda molto importante per ognuno di noi: “Voi chi dite che io sia ?” 

Nel Vangelo di oggi (Luca, cap. 9, vv. 18-22) Gesù fà una domanda molto importante per ognuno di noi: “Voi chi dite che io sia ?” 
Anna Beneduce (Salerno)

A cura di Ins. Anna Beneduce (Salerno)

anna.beneduce@dconline.info * 340-5838171 *

Segretario nazionale per le Relazioni con il Mondo Ecclesiale e del Volontariato della Democrazia Cristiana.

< Nel Vangelo di oggi (Luca, cap. 9, vv. 18-22) Gesù fà una domanda molto importante per ognuno di noi: “Voi chi dite che io sia ?” > 

Il Vangelo che la liturgia della Chiesa cattolica ci propone per quest’oggi (Luca, capitolo 9, versetti 18-22) è molto coinvolgente ed al solito ci interpella profondamente.

Ci permette infatti di mettere a fuoco il rapporto che abbiamo con nostro Signore qui ed ora, non chissà quando, ma qui ed ora !

Ci aiuta nell’analisi la riflessione sviluppata dal teologo Luigi Maria Epicoco (e che potrete trovare sul libricino AMEN di questo mese di settembre 2021, pag. 428/429).

“Un giorno Gesù si trovava in un luogo solitario a pregare”.

Luigi Maria Epicoco

Basterebbe questa annotazione iniziale del Vangelo per poter riempire tutta la nostra giornata dello strano effetto che dovrebbe suscitare in ciascuno di noi pensare al fatto che Gesù prega.

Noi che siamo abituati a pensare in termini di autosufficienza, non riusciamo a spiegare il motivo per cui Gesù, che in teoria non dovrebbe aver bisogno di niente e nessuno, si fa costantemente bisognoso nella preghiera.

Forse dovremmo convertire il nostro modo di intendere Cristo e di intendere la preghiera.

Fatto sta che da questo “incontro” Gesù tira fuori una domanda molto molto seria.

I discepoli erano con lui ed egli pose loro questa domanda: «Le folle, chi dicono che io sia?». Essi risposero: «Giovanni il Battista; altri dicono Elìa; altri uno degli antichi profeti che è risorto».

Allora domandò loro: «Ma voi, chi dite che io sia?». Pietro rispose: «Il Cristo di Dio»”.

Rispondere correttamente a questa domanda, così come fa Pietro, non è attitudine o bravura nostra, è dono. La fede è dono. E la fede è poter dire il nome e il cognome di ciò che stiamo cercando: “Gesù è il Signore”.

Ma Cristo immediatamente aggiunge a questa consapevolezza nuova, nata nei discepoli, il realismo cristiano: «Il Figlio dell’uomo – disse – deve soffrire molto, essere rifiutato dagli anziani, dai capi dei sacerdoti e dagli scribi, venire ucciso e risorgere il terzo giorno».

Cioè credere non ci risparmia la fatica della vita. Sapere perché vale la pena vincere le olimpiadi non ci esime dalla fatica dell’allenamento, anzi la motiva di più.

La fede dovrebbe motivarci di più a vivere bene anche ciò che nella vita non ci piace ma esiste comunque. Sulla domanda “chi è Gesù per me?” si basa ogni autentica conversione cristiana.

Quando ci sentiamo interpellati personalmente da Cristo allora tutto può cambiare: non più un’educazione ricevuta ma una persona incontrata, ecco cosa diventa il cristianesimo.

Ma nessuno può rispondere al posto tuo !

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Vi chiediamo di voler recitare un < PATER – AVE – GLORIA > affinchè la Democrazia Cristiana possa adempiere seriamente ai propri compiti a servizio del prossimo.

   E poi di voler recitare la < PREGHIERA DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA >

<< Padre Santo, Dio Onnipotente ed Eterno, Tu che dall’Alto dei Cieli scruti la nostra anima e penetri i nostri cuori, benedici e guida i nostri passi, le nostre azioni, le nostre opere.
Illumina le nostre menti affinché tutto sia finalizzato al Bene Comune.
Fa che noi, perseguendo il pensiero cristiano e quello dei Padri Fondatori della D.C., in tutto possiamo rispecchiare la Tua Santa Volontà.
Aiutaci a riportare il popolo italiano a quei Valori che da sempre lo hanno contraddistinto nel mondo, quale popolo laborioso, credente, orgoglioso ed osservante delle leggi di Dio, amante della vita, del bello e della famiglia.
Radicato ed alimentato nel pensiero di libertà, di uguaglianza, di rispetto.
E consapevole di ciò, fino all’estremo sacrificio per il suo perseguimento.
Fa’ Padre Santo che con onore, rispetto e fedeltà, serviamo – attraverso lo Scudo Crociato – la nostra Nazione, la nostra bella Italia ed il nostro splendido popolo italiano al quale ci pregiamo di appartenere.
Benedici i nostri sforzi, il nostro Credo, la nostra Fede in Te, Sommo Bene, affinché lo Scudo Crociato torni a riempire le nostre piazze ed il cuore degli italiani.
Memori dei suoi tempi di gloria, quando attraverso di Esso ed il pensiero dei Padri Fondatori si rialzarono le sorti degli italiani dalle macerie di una guerra devastante e di una dittatura sconvolgente. AMEN.

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