< MISTERI DEL MOSAICO DELLA CATTEDRALE DI OTRANTO: DA RE ARTU’ AI VANGELI GNOSTICI, DA MARIA MADDALENA ALLA STIRPE DEI MEROVINGI > – PARTE PRIMA

Il Segretario regionale del Dipartimento < Sviluppo – Comunicazione – Marketing > della Democrazia Cristiana del Friuli Venezia Giulia e Dirigente nazionale della Democrazia Cristiana italiana Cav. Oronzo Brai (Cervignano del Friuli/Lecce) ha sviluppato un interessante studio su Otranto e sulla sua Cattedrale e che ha inviato alla redazione del nostro giornale democristiano < IL POPOLO >.
Ne diamo dunque – ben volentieri – debitamente conto anche se, data la sua rilevante mole, abbiamo preferito suddividerlo in due parti. < PARTE PRIMA >
Otranto è un Comune Italiano di circa seimila abitanti, appartenente alla provincia di Lecce, in Puglia.
La cittadina è situata sulla punta del Salento ed è annoverata tra i luoghi più belli d’Italia.
Denominata “Porta d’Oriente”, è situata a sud dell’Adriatico, nel punto più orientale della nostra penisola affacciandosi nello stretto che da essa prende il nome di Canale d’Otranto.
Antico capoluogo della Terra d’Otranto (che comprendeva le attuali province di Lecce, Brindisi e Taranto), conserva ancora oggi l’aspetto caratteristico delle antiche città commerciali che si affacciavano sul Mediterraneo.
E’ una splendida località intrisa di fascino orientale.
La città conserva un nucleo storico molto particolare, suggestivo e ricco di misteri, che si racchiudono in particolar modo all’interno della sua splendida Cattedrale.
Edificata sui resti di una domus romana, di un villaggio messapico e di un tempio paleocristiano, la Cattedrale fu realizzata dal 1068 a cura del Vescovo normanno Guglielmo.
Essa venne consacrata al culto all’incirca vent’anni dopo – il 1º agosto 1088 – durante il papato di Urbano II.
Dedicata alla Vergine Annunziata, la Cattedrale conserva i teschi dei Beati Martiri di Otranto, cittadini decapitati dai Turchi sul Colle di Minerva il 14 agosto 1480, per non aver voluto rinnegare la fede cristiana.
La tremenda ferocia dei turchi, che demolirono la facciata, non riuscì però ad intaccarne l’interno, che conserva il suo tesoro più prezioso: un immenso mosaico, il più grande d’Europa, che ricopre tutto il pavimento della chiesa.
Il mosaico pavimentale della Cattedrale – lungo 16 metri e quasi integro -si distende dall’ingresso all’altare in un tripudio di colori ed immagini spettacolari e rappresenta un enorme patrimonio culturale e spirituale.
Realizzato fra il 1163 e il 1165, fu eseguito da un gruppo di artisti capeggiati da un monaco basiliano di origine greca di nome Pantaleone, il quale inserì in quest’opera uno spaccato della cultura del Medioevo alquanto originale, tanto da considerarla un vero e proprio mistero di arte e di fede.
Il percorso teologico che rappresenta sfugge infatti ad una interpretazione iconologica classica, ed è stato denominato “Mistero di Otranto“.
Nel mosaico sono infatti narrati i principali episodi della predicazione cristiana sulle origini del mondo, sul combattimento fra il Bene e il Male, le virtù e i vizi che segnano la condizione umana e il suo esito ultraterreno.
Tra le varie raffigurazioni che caratterizzano questi aspetti ce ne sono alcune che hanno suscitato stupore e curiosità, dando luogo a svariate teorie proprio perché appaiono totalmente fuori contesto.
Ad esempio l’immagine centrale attorno cui ruota l’opera è un maestoso albero che, partendo dalla porta situata nella parte inferiore del mosaico, giunge quasi fin sotto al presbiterio.
Questo simbolo, inusuale per dimensioni e centralità nell’opera, si pensa rappresenti l’Albero della Vita.
Due tronchi minori percorrono le navate laterali e fra gli spazi vegetali incontriamo storie della Bibbia: la cacciata di Adamo ed Eva dall’Eden, la costruzione dell’arca di Noè, Caino e Abele, la Torre di Babele, Salomone e la Regina di Saba.
Dentro una serie di cerchi invece sono rappresentati i dodici mesi dell’ anno con i lavori relativi alle diverse stagioni, cioè la vita terrena e quotidiana.
Altrove è evocata la vita nell’aldilà, l’Inferno ed il Paradiso.
A complicare il già ricco mosaico, ecco che compaiono a sorpresa protagonisti di leggende medievali, come Re Artù e Alessandro Magno e personaggi dei miti pagani, come Sansone, Diana e Atlante, oltre ad un intero bestiario medievale ricco di ambigui significati simbolici.
Questi ed altri personaggi hanno dato luogo a molteplici tesi interpretative, come ad esempio quella in chiave cabalistica o gnostica: quest’ultima, che andremo in parte a ripercorrere, ricondurrebbe al mistero che forse più affascina l’umanità da secoli.
Ci riferiamo ovviamente al Santo Graal, la coppa contenente il sangue di Gesù Cristo.
Utilizzata dal Salvatore nell’Ultima Cena, deterrebbe straordinari poteri mistico-magici, tra i quali donare la vita eterna.


A cura di Cav. ORONZO BRAI (Lecce – Cervignano del Friuli /UD)
Mail: templare260866@gmail.com * oronzo.brai@dconline.info *
Cell. 334-1155781
Segretario regionale del Dipartimento < Sviluppo – Comunicazione – Marketing > della Democrazia Cristiana della regione Friuli Venezia Giulia
Gran Maestro Cavaliere Ordine dei Templari “OSMTHW” Internazionale
Componente del Comitato Direttivo dell’Associazione Culturale “Rosa Colussi”. Portavoce dell’Associazione culturale stessa

