< Mioara Done (Democrazia Cristiana): la battaglia per difendere i valori della libertà, della democrazia e della sovranità popolare dev’essere quotidiana ed ogni giorno per noi è “25 aprile” ! >
Si è parlato molto in questi giorni (come molto spesso si fa anche sempre) dei valori di libertà e di democrazia a cui si ispira (o si dovrebbe ispirare) la nostra Repubblica italiana.

Altrettanto spesso però le dichiarazioni di principio non sono molto tradotte in azioni pratiche concrete e convinte come ci si dovrebbe aspettare, dopo dichiarazioni e prese di posizione di così solenni e roboanti.
Sostanzialmente tutti i partiti che vanno per la maggiore, che siano di destra o di sinistra, fanno un gran parlare di libertà e di democrazia, ma poi nella prassi quotidiana si guardano bene dal rispettare quei principi di “sovranità popolare” a cui si ispira la Repubblica Italiana, come sottolineato chiaramente nella propria Carta Costituzionale.
E così, quando di parla di riforma della legge elettorale, in senso proporzionale e ripristinando il voto di preferenza, ogni tanto se ne parla (giusto per buttare un po’ di fumo negli occhi), ma in realtà non c’è la benchè minima volontà concreta di rispettare questa esigenza che è di fondamentale importanza per garantire quella trasparenza e democraticità di cui tutti si riempiono la bocca.
Un altro esempio potrebbe riguardare il divario ormai sempre più abissale tra Palazzo e cittadini, avvertibile anche a livello di Enti locali, dove siamo ben lontani da quanto era stato costruito nella prima Repubblica sotto l’egida della Democrazia Cristiana.
Ma anche qui il discorso si farebbe lungo e ci ripromettiamo di riprenderlo ed approfondirlo adeguatamente.
Nel frattempo abbiamo celebrato anche quest’anno il 25 aprile, Festa della Liberazione.
A tal proposito le luci ormai si sono spente, il sipario è sceso, ed anche quella giornata è trascorsa.
A questo punto è proprio il caso di dire” Tutto come da protocollo, o meglio da copione” del resto non poteva essere altrimenti.

La deposizione della corona all’altare del Milite Ignoto; i discorsi e le dichiarazioni di principio; il bel momento istituzionale della visita del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Mattarella, in quel di San Severino: ci sta tutto ed è giusto, anzi, doveroso che sia così.
Il 25 Aprile è una data importante non solo perché riportata dal calendario di ogni anno che scorre ma perchè scolpita nella storia dell’Italia e dell’Europa.
Senza memoria non esiste identità. E’ una data stracolma di significati storici, culturali ed umani.
Per quello che rappresenta dovrebbe essere la ricorrenza della pacificazione nazionale.
Ogni anno, purtroppo, parallelamente, ai dovuti momenti istituzionali e ufficiali, assistiamo a intollerabili scene di guerriglia urbana che non rendono in alcun modo onore nè alla storia, nè alla verità.
Etichettare il 25 Aprile con il bollino di destra o di sinistra vuol dire non percepire il giusto senso di due grandi valori imperituri come la libertà e la democrazia.
Entrambi conquistati con il sacrificio di tutti i partigiani che lottarono fino a perdere la loro vita contro la barbarie nazifascista per liberare la nostra amata Nazione.
Sono valori universali che videro, sulle barricate, sulle trincee sia partigiani social comunisti, sia cattolici, questi ultimi passati alla storia come partigiani bianchi.
Ebbene tutti uniti da un unico ideale: LA LIBERTA’, fu il collante del Comitato Nazionale di Liberazione da cui nacque la Costituzione italiana.
L’insigne giurista e padre costituente, Prof. Pietro Calamandrei, così definì la libertà:
“La LIBERTA’ è come l’aria ci accorgiamo di quanto vale quando comincia a mancare”.

Non dobbiamo considerarla scontata perché va preservata e difesa giorno dopo giorno.
Per questo motivo il 25 Aprile deve essere la festa della DEMOCRAZIA .
Una festa che non può in alcun modo essere ridotta a schermaglia politica perché storicamente grondo di sangue.
Ha vinto la DEMOCRAZIA per il bene di tutti.
Non ci sono nè vincitori, nè vinti. Dalle pagine di storia emerge chiaramente che scempi, omicidi, violenze e barbarie furono compiuti da entrambe le parti perché accecati dall’odio bellico.

Odio che non deve manifestarsi più in alcun modo tanto meno oggi che in questo momento storico tutto il mondo grida a squarciagola un disperato bisogno di pace.
La Coordinatrice della Segreteria politica nazionale della Democrazia Cristiana, Dott.ssa Mioara Done (Roma Capitale) ha voluto sottolineare quanto:

<< Sono preziosi la < LIBERTA’ > e la < DEMOCRAZIA > , valori che ciascuno di noi non deve mai considerare certi e scontati perché vanno custoditi e soprattutto difeso giorno per giorno, in ogni dove, in ogni contesto istituzionale e sociale.
Ed un tanto soprattutto in riferimento alle considerazioni che la attuale situazione politico/parlamentare non lascia per nulla tranquilli sull’effettivo rispetto di quei principi di sovranità popolare di cui la Democrazia Cristiana è fermamente convinta e che invece vengo quotidianamente messi in discussione assai pesantemente. >>
Gli ha fatto fa eco Antonio Ciatti (Reggio Calabria), esponente della Democrazia Cristiana della Regione Calabria il quale sottolinea << come i valori universali della DEMOCRAZIA e della LIBERTA’ sono i fondamenti irrinunciabili per una convivenza civile e pacifica.
Ogni giorno deve essere il 25 Aprile, nella consapevolezza che la LIBERTA’ è un bene essenziale alla stessa stregua della VITA di ciascuno di noi che esige sempre e comunque dignità e rispetto. >>

A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
fernando.ciarrocchi@dconline.info * cell. 347-2577651 *
Vice-Segretario nazionale Dipartimento < Sviluppo-Comunicazione-Marketing > della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
E di Dott. ANGELO SANDRI (Udine)
segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 380-7875103 *
Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana
Direttore Responsabile de < IL POPOLO >
