MARINO MARINI (CALVISANO/BS): PERCHE’ I DISABILI PSICHICI NON VOTANO ?
Riceviamo da Marino Marini (di Calvisano, in provincia di Brescia) un interessante intervento a proposito dei disabili psichici e sul loro diritto a partecipare al momento elettorale con diritto di voto.

<< Molte le attenzione, forse troppe, quelle che il 3 dicembre scorso “Giornata internazionale delle persone con disabilità”, da più parti sono giunte nei confronti di queste problematiche: Politici, Amministrazioni, Associazioni ed i giornali, hanno parlato – finalmente – dei diritti dei disabili.
Giornata da anni indetta dalle Nazioni Unite, con l’intento di aumentare la consapevolezza verso la comprensione dei problemi connessi alla disabilità e l’impegno per garantire la dignità, i diritti e il benessere delle persone con disabilità.
In Italia ci sono belle leggi riguardanti la disabilità, ma a volte fra loro non sempre coerenti, come accade per la Legge 104/92.
In troppe norme la burocrazia la fa da padrona e la politica non trova soluzioni per togliere questa invasione di campo.
La legge 22 dicembre 2021, numero 227, che “Delegava al Governo materia di disabilità” ha sicuramente fatto dei positivi passi in avanti con l’approvazione dei Decreti Legislativi.
Il n. 222/2023 sulla riqualificazione dei servizi pubblici per l’inclusione e l’accessibilità.
Il n. 62/2024 sulla definizione della condizione di disabilità, la valutazione multidimensionale e quello fondamentale del Progetto di vita.
E quello da tempo atteso il n. 20/2024 sull’istituzione dell’Autorità Garante Nazionale dei diritti delle persone con disabilità.
Nessuno dei tre Decreti citati però, non entra nel merito del diritto di voto delle persone con disabilità.
Il voto è il primo diritto di ogni cittadino, mentre invece le persone con disabilità intellettive e psicosociali, sono private del diritto di voto.
Quindi non sono cittadini….
Da tempo ho inviato una missiva quasi analoga ai Ministri dell’Interno e ad altre persone Governative, non ultima la Ministra della Disabilità.
Non ultima quella inviata al Garante Nazionale dei Diritti delle persone con disabilità.
Un paio di anni fa nel giugno 2023, scrissi al Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale, non essendoci ancora in atto l’Autorità del Garante Nazionale dei Diritti delle persone con disabilità.
Mi rispose dandomi ragione, ma precisò che non era di sua competenza, ma del futuro Garante Nazionale dei Diritti delle Persone con Disabilità, già previsto ma non ancora operante allora.
Nella mia mente è rimasta una frase di tanti anni fa, pronunciata da un amico, anch’esso padre di un disabile: “Cosa vuoi che importi ai Governanti, Politici e Partiti se i disabili non votano”.
I disabili con deficit o patologie di natura psichica, pur avendo diritto di voto a loro viene impedito di votare.
Essi iscritti nelle liste elettorali (da quando la Legge Basaglia gli ha tornato questo diritto), gli viene negato questo diritto.
Invasi da statistiche di ogni genere, sarebbe utile conoscere quanti siano i disabili che partecipano al voto.
Nessuna statistica, nè censimento della popolazione pone questa domanda. A livello comunale e distrettuale è un dato sensibile, così nessuno può essere informato su effettivamente quanti sono.
La “Legge Quadro per l’assistenza e l’integrazione sociale e i diritti delle persone handicappate” la 104/92, successivamente chiamate disabili, prevede per loro all’art. l° “L’Esercizio del diritto di voto” e precisa al 3° comma: ”Un accompagnatore di fiducia segue in cabina i cittadini handicappati impossibilitati ad esercitare autonomamente il diritto di voto…”.
Simili pronunciamenti sembra che non lasciano adito ad altre interpretazioni. Oggi l’accompagnatore potrebbe essere il genitore, il tutore, l’amministratore di sostegno.
In tal senso si pronuncia il 3 maggio 2022 l’Assemblea Plenaria del Parlamento Europeo, quando a maggioranza ha approvato la Risoluzione sul diritto di voto delle persone con disabilità, adottata dalla Commissione per gli Affari Costituzionali del Parlamento Europeo il 29.03.2022.
Fra gli articoli approvati anche «Gli Stati Membri provvedono affinché le persone con disabilità ricevano, su loro richiesta, assistenza al voto da una persona di loro scelta».
Nonostante la Legge 104/92, ma anche altre, come quella del 5 luglio 2009 n. 46, strombazzata come voto a domicilio per i “Disabili gravissimi”, andando a leggerle non dicono nulla sui disabili con deficit mentali o di natura psichica.
Per tali disabili si continua ad applicare leggi e norme vecchie, quali il D.P.R. n. 361 del 1957.
Testo Unico per le norme elettorali, il quale all’art. 55 (richiamando un testo unico del febbraio 1948 n. 26 art.39) recita: “ I ciechi , gli imputati delle mani, gli affetti da paralisi o da altro impedimento di analoga gravità esercitano il diritto elettorale con l’aiuto di un elettore di famiglia, o di altro elettore”.
”Analoga gravità” dovrebbero essere anche quelle a carattere mentale o psichico, che nessuno ha mai posto in essere e precisato, continuando a negare la loro partecipazione al voto, in quanto non è previsto per loro un accompagnatore.
In netto contrasto con l’art.48 della Costituzione Italiana che dice: “Il diritto di voto non può essere limitato, se non per incapacità civile o per effetto di sentenza penale irrevocabile o nei casi di indegnità morale indicati dalla legge”.
Adesso aspetto che ci sia una risposta, magari in positivo, ed ai lettori formulo i migliori Auguri per le imminenti Festività Natalizie. >>
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