< L’INTERVENTO DELLA DOTT.SSA GRAZIELLA DUCA ARCURI (COSENZA) AL CONVEGNO SU “DONNE: VIOLENZA E POLITICA” SVOLTOSI A BRESCIA PROMOSSO DALLA “CONFEREDERAZIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA” > * (SECONDA PARTE).
Proseguiamo negli approfondimenti riguardante il convegno “Donne: violenza e politica” promosso dalla Confederazione della Democrazia Cristiana e svoltosi a Bresci a fine settembre 2025.
In particolare continuiamo a prendere in considerazione il corposo e qualificato intervento svolto Dott.ssa Graziella Duca Arcuri (Rende/Cosenza) e che ha trattato il tema di cui trattasi con molta competenza e sensibilità.
La Dott.ssa Graziella Duca Arcuri è intervenuta al convegno nella sua qualità di Vice-Segretaria politica nazionale della Democrazia Cristiana che fa riferimento all’attuale Segretario politico naz.le Angelo Sandri e che si richiama direttamente all’impegno politico per la continuità del partito dello Scudo Crociato così come iniziato dall’On. Flaminio Piccoli, dall’On. Clelio Darida, dall’On. Carlo Senaldi e da tanti altri che hanno dato vita alla cosiddetta < Resistenza Democristiana >.
Nel Terzo Millennio – sottolinea Graziella Duca Arcuri – non possiamo eludere la storia lunga ed umiliante dei soprusi perpetrati contro le donne nel campo della sessualità.
Per quanti strumenti legislativi siano in atto, la diffusa cultura edonistica e mercantile promuove il sistematico sfruttamento della sessualità, inducendo anche ragazze giovanissime a cadere nella corruzione ed a mercificare il loro corpo.
Di fronte a tali perversioni apprezziamo una donna che porta avanti una gravidanza pure se legata all’ingiustizia di rapporti imposti, sia nei contesti di guerra, sia in contesti di permissivismo edonistico, perché se consideriamo l’aborto un grave peccato, prima di essere una responsabilità della donna è un crimine dell’uomo e dell’ambiente complice.
E’ quindi compito degli Stati e delle Istituzioni fare in modo che venga riconosciuto alla donna il pieno rispetto della sua dignità e del suo ruolo per il quale donne di buone volontà hanno conquistato fondamentali diritti sociali, economici, politici, in tempi in cui il loro impegno veniva considerato un atto di trasgressione, di mancanza di femminilità, manifestazione di esibizionismo e magari un peccato.
Quando la rivoluzione sessuale incominciata negli Stati Uniti con scrittori di estrazione borghese contestatari, dilagò in Italia, con la chiusura delle case di tolleranza ad opera della legge Merlin, c’era un grande disorientamento finchè Pincus non scoprì la pillola antifecondativa; introdotta in Italia nel 1976.
Quando Simone de Beauvoir, nel 1949, pubblicò in Francia: il secondo sesso, l’emancipazione della donna aveva come secondo obiettivo il raggiungimento della parità giuridica, politica, economica: in Italia l’affermazione della donna continuò con i referendum sull’aborto ed il divorzio, condannati dalle forze cattoliche, ma approvati dal voto popolare.
Ma niente di più si è ottenuto nelle sedi comunali, provinciali, regionali, nazionali.
Con fatica la donna che lavora è riuscita ad introdurre gli elettrodomestici in casa ed approfittando dell’emigrazione , a farsi sostituire da badanti, per le necessità domestiche, l’assistenza ai bimbi, ai malati, agli anziani.
Ma anche tutto ciò ha i suoi risvolti.
Alla base di ogni immigrazione c’è il desiderio di migliorare le proprie condizioni di vita. Le donne emigrano anche da sole, per motivi di studio, per fuggire dalle persecuzioni politiche, religiose e con figli al seguito se vedove dalle molteplici guerre.
Rispetto agli uomini hanno una maggior consapevolezza nei progetti e nei percorsi.
Tutto ciò ha aperto una finestra sul mondo, che travalica l’Italia, l’Europa, interessa i continenti, a carattere planetario.
E ha un rovescio della medaglia : si presentano fenomeni esasperati da convivenze forzate che si traducono in violenze, stupri, prostituzione, riduzione in schiavitù.
Perché il progresso non esiste, esiste la povertà e come sempre è stato nei secoli passati si presenta la rottura dei legami, l’emarginazione, la solitudine sociale.
E questa finestra sul mondo ci mostra la dipendenza femminile dipendente anche dai credo religiosi: le religioni monoteiste, il cristianesimo, l’ebraismo, l’islamismo, il confucianesimo dettano le leggi, ma spesse volte la loro scorretta interpretazione ed applicazione hanno come conseguenza – purtroppo – il degrado sociale della donna.
FINE DELLA SECONDA PARTE
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A cura di Dott. Angelo Sandri (Cervignano del Friuli/provincia di Udine)
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Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana
Così come eletto all’unanimità nel corso del XXIV Congresso nazionale D.C. – Roma – gg. 15 e 16 dicembre 2023.
Direttore Responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Segretario nazionale “ad interim” del Dipartimento < Comunicazione – Marketing – Sviluppo > della Democrazia Cristiana italiana
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