Il Presidente Sergio Mattarella ha ricordato Enrico Mattei fondatore dell’ENI

Il Presidente Sergio Mattarella ha ricordato Enrico Mattei fondatore dell’ENI

 

Fernando Ciarrocchi

A cura di Dott. Fernando Ciarrocchi

Monteprandone – provincia di Ascoli Piceno

< Il Presidente Sergio Mattarella ha ricordato Enrico Mattei fondatore dell’ENI >

L’aver reso omaggio alla memoria di un grande italiano che risponde al nome di Enrico Mattei, da parte del Presidente della Repubblica Italiana, Sergio Matterella, durante la visita ufficiale in Algeria, è stato un gesto di  grande valore storico e di riconoscenza per quanto ha fatto e rappresentano uno dei padri della Repubblica Italiana.

Enrico Mattei nacque il 29 Aprile del 1906 in quel di Acqualagna,  in  provincia di Pesaro, nelle  Marche, da una famiglia modesta in cui il padre era Brigadiere dei Carabinieri.

Il dono del Presidente Algerino Abdelmadjid Tebboune  al Presidente della Repubblica italiana Sergio Mattarella.

Mattei sin da giovane non ebbe alcune esitazione a schierarsi per una un’Itala libera, democratica e repubblicana. Militò nel Comitato di Liberazione Nazionale Alta Italia per la Democrazia Cristiana.

Terminato il secondo conflitto mondiale, avvenuta la liberazione dell’Italiana dall’oppressione nazista e fascista, l’ing. Enrico  Mattei fu incaricato di mettere in liquidazione l’Agip ma con la sua intraprendenza, determinazione e lungimiranza disattese tale indicazione e nel 1953 fondò l’ENI (Ente nazionale idrocarburi).

L’Ing. Enrico Mattei

L’ingegnere marchigiano intuì  l’importanza strategica nello scacchiere internazionale dell’energia e agì di conseguenza ponendo l’Italia al centro di strategie di sviluppo internazionali in cui il petrolio era la materia prima in assoluto.

L’Italia era tra i grandi paesi con immense prospettive di sviluppo e l’ENI aveva un ruolo centrale e da protagonista. Mattei era all’apice della carriera e della considerazione internazionale  fino a quando non giunse il nefasto giorno del 27 ottobre del 1962 quando con il suo velivolo” Marane Sauliner 760″ proveniente  da Catania diretto per Linate precipitò a Bascapè ( Pavia) e vi perse tragicamente la vita.

Il suo corpo riposa nel cimitero di Matelica, nelle sue Marche.

A testimonianza di tutto ciò Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in visita di Stato in Algeria, lo scorso 7 novembre 2021, ha inaugurato ad Algeri un giardino dedicato alla memoria di Enrico Mattei (1906-1962).

L’epigrafe in memoria di Enrico Mattei

La targa in marmo bianco è posta all’ingresso del giardino che da oggi prenderà il nome del fondatore dell’Eni, ubicato nell’elegante quartiere residenziale del municipio di Hydra, nei pressi dell’Ambasciata d’Italia In Algeria.

Il Capo dello Stato è accompagnato dall’ Amministratore Delegato dell’Eni Claudio De Scalzi e dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, presente alla visita di Stato in Algeria. Sulla targa, in alto l’immagine incisa del volto di Mattei, circoscritto dalla bandiera algerina e da quella italiana.

In basso la scritta in arabo con la traduzione in italiano: “Personalità italiana – si legge nell’epigrafe – amico della rivoluzione algerina, difensore tenace e convinto della libertà e dei valori democratici, impegnato a favore dell’indipendenza del popolo algerino e del compimento della sua sovranità“.

Il capo dello Stato, On. Le Prof. Sergio Mattarella al termine dell’incontro con l’omologo algerino, Abdelmadjid Tebboune ha affermato “Siamo molto grati all’Algeria, perché la figura di Mattei simboleggia in modo molto forte la lunga amicizia tra i nostri due Paesi”.

Il Presidente Matterella durante la visita ufficiale di Stato in Algeria

In un’intervista  al quotidiano algerino ‘Libertè’, sempre il Capo di Stato Italiano ha dichiarato “Enrico Mattei fu una delle personalità italiane più importanti del  dopoguerra e uno dei costruttori della Repubblica Italiana. Tenace e convito difensore dei valori democratici, seppe contribuire alla crescita civile e sociale della nostra comunità nazionale, prima attraverso la sua attiva partecipazione alla Resistenza italiana e poi come politico e protagonista della ripresa economica.

La sua visione del mondo e il suo desiderio di superare gli squilibri furono preziosi per la rinascita dell’Italia e per la costruzione di rapporti equi con i Paesi di nuova indipendenza. La sua lezione e la sua esperienza sono più che mai attuali”.

Il Presidente algerino Abdelmadjid Tebboune ha poi regalato a Mattarella un cavallo purosangue arabo.

 

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