Il paradosso dell’ignoranza !

Il paradosso dell’ignoranza !

A cura di Massimiliano Cilli (Mental Coach) * massimiliano.cilli@dconline.info 

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Massimiliano Cilli

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< Il paradosso dell’ignoranza ! >

L’emergenza coronavirus ha stravolto la nostra quotidianità e cambierà sicuramente molte delle nostre abitudini future e – considerando la rapidità con la quale siamo giunti alla situazione attuale – tutto sommato stiamo reagendo bene al cambio di paradigma.

Sarà che è facile, se non addirittura comodo, accettare un “padre” che ci dia ordini in un momento caotico, ma chi se lo aspettava che milioni di persone sarebbero rimaste in quarantena per così tanti giorni?

La situazione è ovviamente complessa per tutti, ed i mezzi di informazione faticano tanto per cercare di tenerci aggiornati su quanto accade. Ma a mio avviso, uno degli aspetti trascurati è quello relativo alle nuove dinamiche sociali che si stanno creando ed agli effetti che avranno sulle vite delle persone.

Dico questo perché uscire dalla propria cosiddetta “zona di comfort” per essere catapultati in una nuova e sconosciuta situazione sta generando opinioni contrastanti nel cuore degli italiani.

La necessità di comprendere questo fenomeno immenso nella sua portata e nei suoi effetti, genera emozioni contrastanti tra le persone che, in ogni caso sono “costrette” a farsi un’opinione più o meno valida in seno agli avvenimenti, ma a causa proprio della complessità, la paura impera sovrana.

Per farla breve, tutti hanno una loro opinione, anche tra i medici, e sono anche molto diverse tra loro. Chi è d’accordo con la quarantena chi pensa che sia una sciocchezza, chi va con la mascherina chi no, chi pensa sia una semplice influenza chi pensa sia molto peggio. Ma la realtà oggettiva è una sola per ogni singola cosa.

Chi ha ragione quindi? Tutti dal loro punto di vista, e ti spiego perché.

Ti sei mai chiesto se gli ignoranti siano consapevoli delle loro incompetenze?

Shakespeare diceva: “Il saggio sa di essere stupido, è lo stupido invece che crede di essere saggio”.

Ed in effetti è proprio così. L’incapace non sa di esserlo proprio in funzione della sua ignoranza che gli offusca una lucida visione dello stato delle cose.

Credo sia capitato a tutti di chiedersi qualcosa tipo: “ma quello ci è o ci fa”, in riferimento a qualcosa di assurdo che dice o fa.

Ma allora, perché fin troppo spesso chi non sa parla più del dovuto ergendosi a guru, mentre altri che sono esperti tentennano a dire la propria preferendo spesso il silenzio? Quante volte avrai detto: “ma senti quell’ignorante, apre la bocca solo per dire c . . . . . . e, corbellerie”.

La risposta ce l’ha data lo psicologo David Dunning insieme al suo miglior studente, Justin Kruger verso la fine del secolo scorso, ed è noto come effetto Dunning-Kruger.

Si tratta di una distorsione cognitiva che tende a far sopravvalutare le proprie capacità in seno ad un dato argomento, a persone che in realtà sono ignoranti in quel campo.

Tutti noi esseri umani siamo biologicamente predisposti ad avere quelli che vengono definiti “pregiudizi cognitivi”, ovvero quelle deviazioni di pensiero che portano a distorcere la realtà per avvicinarla maggiormente a quello che noi riteniamo giusto sulla base delle nostre credenze.

Sono convinzioni che ci ingannano e dalle quali noi osserviamo il mondo, e quindi quella che noi definiamo realtà. Ma si tratta della “realtà” dal nostro punto di vista.

Non è una malattia, ma i suoi effetti possono essere potenzialmente più nocivi di una pandemia proprio perché come asserisco io, la stupidità è paragonabile ad un male incurabile, ma del quale non possiamo mai conoscere gli esiti.

La storia che ha portato i due psicologi a formulare questo effetto, fa sorridere. Tutto nasce da un certo Mc Arthur Wheeler, un ladro che aveva messo a segno due furti a volto scoperto in pieno centro a Pittsburgh.

Il ladro, identificato dai testimoni proprio perché era a volto scoperto, rimase di stucco quando capì che il succo di limone che aveva spalmato sul viso in gran quantità, non gli aveva garantito l’invisibilità.

Ma come è possibile, ho controllato io stesso che il succo di limone garantisce l’invisibilità”, raccontò agli agenti. Riferì che si era anche scattato una foto istantanea per controllare che fosse invisibile, ma probabilmente a causa del fatto che il succo di limone gli bruciava gli occhi, non ha inquadrato bene scattando su una parte di muro.

Così, non vedendosi sulla foto, si sincerò che quanto raccontatogli dai suoi amici fosse vero.In questo caso, Mc Arthur Wheeler, era troppo ignorante per capirlo.

Le persone poco intelligenti tendono a sopravvalutare le proprie capacità in funzione del fatto che non sono obiettive con se stesse, e non sono in grado di riconoscere l’altrui intelligenza e competenza.

Il risultato è che parlano tanto e credono di saperne più di tutti, ritenendosi in media anche più intelligenti di quanto non siano in realtà, ed hanno quindi la certezza di riuscire sempre a cavarsela.

Per riuscire nei propri progetti, tutti noi abbiamo bisogno di avere un giusto mix di elementi. Abbiamo bisogno di un obiettivo chiaro e raggiungibile, un piano d’azione con una strategia adeguata, risorse per adempiere a tutti i passi da compiere, un determinato tempo per poter riuscire.

Se fallisco dovrei essere capace di capire cosa è accaduto, ma una persona ignorante potrebbe tranquillamente confondere una pessima strategia con una mancanza di impegno e viceversa per esempio. Per cui continua a fallire, ma non capisce mai perché.

È un male? Non del tutto…per loro, perché questo si riflette positivamente sulle loro vite, donando loro grossa autostima, sicurezza, autorità e grande parlantina, riuscendo spesso anche a piegare l’opinione degli altri anche se si tratta di persone più intelligenti.

Infatti l’intelligenza non c’entra nulla. Qua si parla di conoscenza, di competenza spe cifica. Anche se hai un Q.I. alto, ci sarà sempre qualche argomento sul quale sei ignorante. Anche la mente delle persone intelligenti crea connessioni logiche che collimano col proprio credo, perché siamo tutti programmati per accettare ciò che ci risulta famigliare.

Quando sei nella condizione causata da questo effetto, non hai le capacità cognitive per capire che sei vittima di quella condizione. Quando invece, attraverso lo sforzo di mettersi in dubbio ed approfondire le proprie conoscenze in un determinato argomento, iniziamo a percepire una realtà diversa, ecco che usciamo dall’effetto Dunning-Kruger.

Possiamo quindi affermare che i peggiori si credono i migliori. E i migliori? Loro, purtroppo paradossalmente si credono i peggiori.

Socrate diceva: “so di non sapere”. Le persone più intelligenti, anche se esperte in un determinato campo, proprio perche sanno quanto vasto sia il sapere, credono di non essere sufficientemente preparate, sminuendo le loro effettive qualità.

Inoltre, essendo esperte in un determinato campo, hanno anche una elevata velocità di ragionamento, arrivano presto a conclusioni e credono che anche gli altri siano altrettanto rapidi. Tendendo quindi a sovrastimare le persone che le circondano.

A questo sommiamo il fatto che molte persone di successo, sono vittime di quella che viene definita sindrome dell’impostore. Uno stato mentale che ti fa credere che i tuoi successi siano frutto della fortuna e non delle tue capacità. Quindi vivi i tuoi meritati traguardi come un “impostore”, quasi non meriti i successi raggiunti.

Allora, visto che ogni persona che respira è sicuramente stata soggetta almeno una volta all’effetto Dunning-Kruger, cosa possiamo fare?

Accettare il diverso, abbracciare l’altrui opinione senza minare la propria, studiare gli argomenti in cui siamo carenti, mettersi in discussione, essere curiosi oltre misura perché la curiosità è la chiave della conoscenza.

Ed adesso, quando riconoscerai un gattino che si comporta come una tigre, saprai accettarlo anziché arrabbiarti, perché sai che l’ignorante non sa di esserlo.

 

A cura di Massimiliano Cilli (Mental Coach) * massimiliano.cilli@dconline.info

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