GIUSEPPINA PAPA (DEMOCRAZIA CRISTIANA FROSINONE); PACE, BENE SUPREMO !
Il nostro tempo, giorno dopo giorno, ci rivela, purtroppo, una triste realtà: quella di un Occidente, in passato faro per il resto del mondo, diventato soggetto sempre più passivo, insicuro o, addirittura, protagonista di clamorosi errori dinanzi all’incalzare di eventi di portata globale.
Prigioniero di una mentalità scientifica e di un efficientismo tecnologico spesso senza regole, né senso del limite; testimone sempre meno convinto, e quindi non credibile, di ciò che un tempo erano le sue granitiche certezze spirituali, culturali ed etiche, i capisaldi sui quali ha costruito la sua stessa esistenza e natura, esso soffre profondamente e si sta lentamente spegnendo.
La diffusione di disvalori quali nichilismo, relativismo, edonismo e consumismo, come ben ebbe ad evidenziare Papa Benedetto XVI, ha avuto come disastrosa conseguenza un generale smarrimento valoriale, un profondo indebolimento identitario ed un affievolimento della capacità critica in generale.
In conseguenza: anche omologazione di pensiero e d’azione e grave crisi sia nelle relazioni interpersonali che nel rapporto del singolo individuo con la Trascendenza.
Una situazione difficile dunque, che spesso diventa anche motivo di negazione per molti del diritto a vivere una vita serena, in pace, sicurezza e benessere.
La brama di potere egemonico, se non addirittura un atteggiamento apertamente ostile e di sopraffazione, infatti, nel piccolo come nel grande, può a volte avere la meglio, con spiacevoli quando non tragiche conseguenze.
Ciò tradotto su un piano di rapporti di forza tra Stati, nazioni, popoli, in un tempo come il nostro, così conflittuale e così tecnologicamente avanzato, potrebbe condurre ad un serio pericolo, quello che la profezia di Albert Einstein, “Io non so con quali armi sarà combattuta la terza guerra mondiale, ma so che la quarta sarà combattuta con pietre e bastoni”, diventi ,ahimè, sempre più possibile.
In questo frangente, sorge spontanea una riflessione: quanto il disconoscimento o la non curanza di Dio, ossia di Colui che dovrebbe essere bussola, stella polare, direzione e misura dell’intera esistenza umana, potrebbe essere una delle ragioni, se non la ragione principale di tale deriva?
Dunque pace come valore assoluto e condizione esistenziale indispensabile.
Ma la pace non viene dal nulla.
La pace è sì frutto di una mediazione umana, ma essa è essenzialmente e prim’ancora di qualsiasi altra cosa, un dono di Dio.
E Gesù stesso ce lo ricorda quando dice, non a caso: ”Vi lascio la pace, vi do la mia pace”(Gv 14:27).
Agli uomini, pertanto, il compito fondamentale di recepire e realizzare in Dio e insieme a Dio, questo progetto umano e divino insieme, tanto nel particolare quanto nell’universale.
Tali conclusioni rendono evidente un dato inconfutabile: che la pace deve essere considerata a tutti gli effetti un bene essenziale, un bene supremo, ossia un bene senza il quale ogni vita veramente umana e civile sarebbe impossibile.
Di questo stesso avviso è anche il “Papa buono” Giovanni XXIII che nella sua enciclica “Pacem in Terris” esprime chiaramente il suo concetto di pace inteso fondamentalmente come frutto di rapporti di fratellanza e giustizia tra i popoli.
A sottolineare l’indispensabile necessità e il valore incommensurabile della pace è stato, recentemente, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il quale facendo cenno alla delicata situazione politica internazionale attuale, ha affermato, con preoccupazione e profonda cognizione di causa, che ”mai come adesso la pace grida la sua urgenza”.
Ai “costruttori di pace”, nei vari contesti, compiti e ruoli, l’arduo compito.

A cura di Ins. Giuseppina Papa (Frosinone)
giuseppina.papa@dconline.info
Segretaria provinciale del < Movimento Femminile e per le Pari Opportunità > della Democrazia Cristiana provincia di Frosinone
Componente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana
Componente della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

Professoressa la ringrazio per il suo ottimo contributo