“Giulio Andreotti. I diari segreti 1979-1989”. Un volume di indiscusso valore storico-politico

“Giulio Andreotti. I diari segreti 1979-1989”. Un volume di indiscusso valore storico-politico

di Fernando Ciarrocchi (Ascoli Piceno)

Tutto il mondo conosce, comunque ha sentito parlare del sette volte Presidente del Consiglio dei ministri e Senatore a vita della Repubblica Italiana, On.le Giulio Andreotti. La recentissima pubblicazione, “Giulio Andreotti. I diari segreti 1979-1989”.A cura di Serena e Stefano Andreotti. Introduzione di Andrea Riccardi. Edizioni Solferino, costituisce un documento storico-politico di indiscusso valore che fa conoscere ad un vasto pubblico di lettori e di italiani uno dei più autorevoli uomini di Stato e politico di alto spessore umano e diplomatico.

 

Un protagonista di primo piano sia della politica italiana del dopoguerra in poi, ma anche della della storia dell’Italia Repubblicana. Quando i giornali o internazionali pubblicavano qualche suo scritto, oppure, quando le emittenti televisive lo avevano ospite in trasmissione sia per parlare di politica, sia per presentare uno dei tanti libri, l’attenzione, l’eco erano davvero notevoli tanto da far moltiplicare il numero di lettori e telespettatori. E’ stato un personaggio con la P maiuscola che ha lasciato in modo indelebile il suo stile unico e irrepetibile di politico in cui l’intelligenza, la lungimiranza, la preparazione, l’infinita umanità del cristiano impegnato in politica, sono stati i pilastri portanti della sua azione politica sulla scana nazionale e internazionale . E’ stato un unicum a 360° tanto che all’interno della Democrazia Cristiana, già partito di maggioranza relativa, era il leader della sua corrente e non è mai confluito nè nella sinistra democristiana, corrente di maggioranza relativa, nè nei dorotei del grande centro, ma ha funto sempre da ago della bilancia in grado di determinare alleanza interne ed equilibri  di partito di volta in volta. E’ stato l’artefice di quel pensare politico critico, ma sanamente critico, volto a far si che nel partito ci fosse quell’autocritica costruttiva per rimediare agli errori senza mai distoglier lo sguardo dalla matrice popolare, interclassista e cattolica della Democrazia Cristiana, Un volume da leggere  senza alcuna esitazione. Un documento storico politico che non può mancare nella libreria di ciascun italiano sia che sia un suo estimatore , sia che non lo sia. Un sincero grazie ai figli Simona e Stefano Andreotti che con questa loro encomiabile iniziativa editoriale hanno reso possibile far conoscere ad un più vasto pubblico di lettori e di italiani, un Italiano che ha amato il Paese impegnandosi ala massimo delle sue straordinarie doti di fine politico e lungimirante mediatore in ogni sede istituzionale o contesto politico in cui ha agito. La lettura del volume, in cui troviamo annotati quotidianamente  gli episodi più significativi che hanno scandito le intense giornate del Presidente Andreotti, è così coinvolgente tanto che è sembrato viverli insieme a lui. Tra i tanti aspetti che emergono uno non può  non essere sottolineato: la sua straordinaria energia fisica e mentale nell’affrontare e analizzare con prontezza ogni situazione che gli veniva prospettata. Era spessissimo in areo da un capo all’altro del modo per assolvere al meglio al suo delicatissimo ruolo politico-istituzionale di Ministro degli affari esteri della Repubblica Italiana, Per non parlare degli altri mille impegni in ambito nazionale tra vita di partito, incarichi istituzionali e pubbliche relazioni ad ampio raggio quali: convegni, presentazioni di libri, partecipazioni a trasmissioni televisive e interviste varie. Un uomo straordinario dotato di una capacità davvero rarissima tanto da avere una gestione puntuale e programmata di ogni circostanza senza mai abdicare alla sua natura di uomo popolare vicino ai bisogni della gente, degli ultimi, facendosene interprete nelle competenti sedi istituzionali , A tal proposito non può non essere citato lo splendido rapporto che ebbe con S, Madre Teresa di Calcutta. Leggendo questi suoi diari emerge la sintonia e di vedute e di azione tra questi due giganti del secolo scorso a favore degli ultimi.

 

Il Presidente Andreotti non ha fatto mai mancare il suo sostegno istituzionale alle richieste di Madre Teresa di Calcutta come non lo ha fatto mancare  a Don Zeno  storico fondatore della Comunità di Nomadelfia. Questi sono soltanto due dei tanti episodi di solidarietà concreta che ha visto il Presidente Andreotti protagonista. Con la Santa Sede ha avuto sempre un feeling particolare tanto che è stato uno dei pochi Capi di Stato più accreditati. L’amicizia e l’empatia con S. Giovanni Paolo II hanno permesso al Presidente Andreotti di svolgere la sua delicatissima funzione diplomatica sul piano internazionale tanto da essere stato uno dei più importanti coimportanti protagonisti del processo  democratico e di sviluppo dell’ex  Unione Sovietica, oggi , Federazione Russa, grazie ai costanti contatti che ebbe con l’allora Presidente Gorbaciov artefice della storia perestroika.

Per questa sua preziosissima dote, propensione naturale al dialogo, alla mediazione, al saper ,dunque, intessere relazioni internazionali anche sul piano umano il Prof. Andrea Riccardi, nella sua introduzione definisce il Presidente Andreotti ” un cardinale esterno” e a riguardo scrive “Roma e la Chiesa di Roma furono la sua scuola: restarono il riferimento fondamentale per la vita , lo stile, il modo di affrontare il problemi. Anche l’uso dell’archivio in politica ricorda, per qualche tratto, il metodo di lavoro della Curia e della Segretaria Vaticana, sempre attento alle carte raccolte e ai precedenti prima di affrontare una questione. La sua romanità è papale”.  S. Giovanni Paolo II, il Card. Silvestrini, il Card. Casaroli,il Card. Fiorenzo Angelini, con il Presidente Giulio Andreotti hanno avuto un’ampia convergenza di vedute sia interna, sia internazionale

Non può non essere ricordato lo speciale e unico rapporto filiale politico che il Presidente Andreotti ebbe con il Presidente del Consiglio dei Ministri, Onle Alcide De Gasperi,di cui a soli 28 anni lo nominò suo Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio dei Ministri, tanta era la fiducia che il Presidente De Gasperi aveva riposto nel giovane Andreotti talento della politica italiana e dell’Italiana Repubblicana che affrontò la ricostruzione post bellica.

 

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