GIOVANNI GIROTTO (DEMOCRAZIA CRISTIANA / VICENZA): L’ARTICOLO 5 DERIVANTE DAL TRATTATO COSTITUTIVO DELLA NATO E’ UN VINCOLO CHE NON SI PUÒ IGNORARE !
Abbiamo avvicinato il dott. Giovanni Girotto (Democrazia Cristiana / Vicenza) componente della Direzione Nazionale e del Consiglio nazionale della D.C. italiana per approfondire con lui alcuni importanti aspetti di politica internazionale, visto anche il delicato momento che il nostro Paese sta attraversando in questo momento sopratutto a causa del tremendo conflitto in atto tra Usa ed Israele da un lato ed Iran dall’altro.e Vice-Segretario nazionale Vicario.
Giovanni Girotto. già Segretario interregionale per l’area del Nord Est (regioni Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Trentino Altyo Adige e Veneto) del Dipartimento < Lavoro e Problematiche sindacali> della Democrazia Cristiana italiana ha ricevuto recentemente anche l’incarico di Segretario nazionale Vicario del Dipartimento D.C. < Lavoro – Problematiche Sindacali – Formazione>.
Abbiamo dunque rivolto al dott. Giovanni Girotto alcune domande.
Dom. < Il quesito che molti italiani si pongono è molto semplice ma brutale: l’Italia è obbligata ad andare in guerra?
Ris. < La risposta – dal punto di vista giuridicoa – potrebbe essere: dipende.
L’Articolo 5 del Trattato del Nord Atlantico stabilisce che un attacco armato contro uno o più membri dell’Alleanza è considerato un attacco contro tutti.
Ma non impone automaticamente un intervento militare diretto: ciascun Paese membro decide autonomamente le misure da adottare, incluso l’uso della forza armata.
L’Italia conosce bene questo dilemma ! >
Dom. < Il Governo Craxi – nel 1985 – si oppose fermamente agli americani nell’affaire Achille Lauro, rifiutando la resa al commando USA a Sigonella. Cosa ne pensa? >
Ris. < Fu un atto di sovranità che costò caro – diplomaticamente parlando – ma che rimane nella storia come momento in cui l’Italia seppe coraggiosamente dire di no.
Berlusconi, al contrario, acconsentì alla partecipazione italiana alla guerra in Iraq nel 2003 — una guerra senza mandato ONU, senza prove di armi di distruzione di massa, pagata con sangue italiano e con il crollo del consenso popolare.
Oggi la situazione è diversa ma non meno delicata.
Autorevoli fonti giornalistiche riportano che un secondo missile iraniano è già stato intercettato dalla NATO sulla Turchia, Paese membro dell’Alleanza atlantica.
Questo fatto, di per sé, potrebbe essere invocato come base per richiedere la solidarietà derivante dall’Articolo 5 del Trattato NATO.
E l’Italia non potrebbe, almeno formalmente, voltarsi dall’altra parte.
Dom. “La fregata Federico Martinengo – già impegnata lo scorso anno nell’operazione europea “EUNAVFOR Aspides” nel Mar Rosso — sarà impegnata in pattugliamenti, sorveglianza e attività di difesa.” (Euronews Italia, 6 marzo 2026). Cosa ne pensa ? >
Non è una questione teorica.
“Euronews Italia” ha riportato che la fregata missilistica Federico Martinengo è già partita dalla base di Taranto alla volta di Cipro, con a bordo almeno 160 militari italiani.
La missione è nell’ambito di un coordinamento congiunto con Spagna, Francia e Paesi Bassi per proteggere l’isola cipriota dagli attacchi iraniani.
Dom. “Dunque l’Italia è già militarmente dentro questa crisi ? >

<< Il dibattito parlamentare insegue i fatti compiuti, mentre la Presidente Meloni — come già avvenne nelle crisi precedenti — ha deciso senza un preventivo voto del Parlamento.
È lo stesso schema che la Democrazia Cristiana ha sempre denunciato anche in passato: la guerra come atto esecutivo prima ancora che legislativo.>>
Ringraziamo il dott. Girotto per il tempo che ci ha concesso e per la trasparenza delle sue risposte.
A cura di Dott. GUIDO SAVIO (Montagnana / prov. di Padova)
guido.savio@dconline.info * Cell. 350-1217201 *
Vice-Presidente della Democrazia Cristiana Internazionale.
Presidente Naz.le del Dip. “Sport ed Eventi Sociali” della Democrazia Cristiana Italiana
Vice-Segretario nazionale del Dipartimento “per la Tutela del Cittadino” della Democrazia Cristiana
Componente del Consiglio Nazionale e della Direzione della Democrazia Cristiana Italiana
Editorialista de “IL POPOLO” della Democrazia Cristiana
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