GIOVANNI GIROTTO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): IL REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO E’ UN’OCCASIONE IMPORTANTE PER GARANTIRE UN MIGLIOR FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA !

GIOVANNI GIROTTO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): IL REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO E’ UN’OCCASIONE IMPORTANTE PER GARANTIRE UN MIGLIOR FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA !

GIOVANNI GIROTTO (DEMOCRAZIA CRISTIANA): IL REFERENDUM DEL 22 E 23 MARZO E’ UN’OCCASIONE IMPORTANTE PER GARANTIRE UN MIGLIOR FUNZIONAMENTO DELLA GIUSTIZIA IN ITALIA !

il 22 e il 23 marzo 2026 siamo chiamati a un appuntamento con la storia ! Non si tratta di un semplice voto politico: si tratta di decidere come vogliamo che funzioni la Giustizia in Italia, che tipo di garanzie vogliamo dare ai cittadini accusati ingiustamente e che tipo di < magistrato > vogliamo che sia il Pubblico Ministero della Repubblica Italiana.

La Democrazia Cristiana si schiera con convinzione per il < SÌ >.

Non perché lo dica il Governo attualmente in carica. Non per ragioni di schieramento.

Ma perché i fatti, le prove e i principi del diritto ci indicano questa come la strada giusta per il cittadino italiano.

La domanda che ci poniamo è semplice: se votiamo NO e manteniamo l’Italia così com’è, dove ci troveremo nel confronto in ambito internazionale?

LA SITUAZIONE NEI SONDAGGI — STATO DELL’ARTE A MARZO 2026

L’Italia risulta spaccata a metà.

Questo è il dato che emerge da tutti i principali istituti di ricerca. La partita si giocherà dunque sull’affluenza: chi va a votare determinerà l’esito del referendum !

LA VARIABILE DECISIVA: L’AFFLUENZA.

Gli Istituti concordano su un punto fondamentale: più è alta l’affluenza, più cresce il SÌ; più è bassa, più vince il NO.

Questo perché l’elettorato del centrodestra e della Democrazia Cristiana appare mediamente meno mobilitato per il < SI >, mentre i sostenitori del < NO > (PD, M5S, AVS) hanno dichiarato una propensione al voto superiore alla media.

La stima di affluenza più recente (Ipsos Doxa, 5 marzo 2026) si attesta al 42%.

In questo scenario il < NO > è in vantaggio al 52,4%. Con affluenza al 59% il < SÌ > risalirebbe al 51% (YouTrend).

Il voto della Democrazia Cristiana  e dei suoi simpatizzanti, nonchè delle forze centriste, è dunque decisivo: ogni astensione è un voto regalato al < NO >.

IL “SENTIMENT” PER AREA GEOGRAFICA

Nord-Ovest (Lombardia, Piemonte, Liguria): area tradizionalmente centro-destra.

Propensione al < SÌ > leggermente superiore alla media nazionale.

Nord-Est (Veneto, FVG, Trentino-AA): area storicamente DC. Orientamento prevalente al < SÌ >; Comitati per il
< SÌ > DC attivi (presentazione a Modena, Vicenza, Verona).

Centro (Toscana, Umbria, Lazio, Marche): forte mobilitazione del < NO > nelle città. Battaglia più equilibrata nelle province e nei Comuni minori.

Sud ed Isole (Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Puglia, Sardegna, Sicilia): radici DC storicamente profonde. Propensione al SÌ
presente ma affluenza storicamente bassa — il rischio astensione è massimo qui.

■ Attenzione dunque: la chiave del voto è al Sud e nel Nordest. Se queste aree partecipano al voto, il SÌ ha chance reali di vittoria.

Se si astengono, l’esito si capovolge.

L’ITALIA NELLA GIUSTIZIA EUROPEA E MONDIALE — I NUMERI CHE NON MENTONO.

Se prevalgono i NO, dove ci troveremo nel confronto europeo e mondiale?

I dati a questo proposito provengono esclusivamente da fonti istituzionali terze: EU Justice Scoreboard 2025 (Commissione Europea); CEPEJ 2024 (Consiglio d’Europa); Banca Mondiale (Doing Business); WJP Rule of Law Index, Transparency.

DATO CRITICO citato dal fronte SÌ: i 511 giorni medi per le cause civili restano quasi il doppio della odierna media UE (292 gg). L’Italia ha solo 12,2 giudici per 100.000 abitanti contro una media UE di 22,2 — 7° posto dal basso su 27 Paesi.

ENTRAMBI i fronti concordano: la separazione delle carriere da sola non accelera i processi. Serve anche più organico, più risorse, meno burocrazia. Ma questo non è un argomento contro la separazione: è un argomento per fare entrambe le cose.

PERCHÉ ALCUNI DICONO NO — LE FONTI ATTUALI

La Democrazia Cristiana prende atto con rispetto degli argomenti del fronte contrario, che è giusto conoscere prima di votare:

– Rischio indebolimento del Pubblico Ministero: alcuni giuristi del fronte del NO temono che un CSM requirente separato possa, attraverso future leggi ordinarie, essere più esposto a pressioni politiche.

È una preoccupazione teorica legittima, ma non riguarda il testo attuale della riforma.

– Critica al sorteggio: il fronte del NO ritiene che il sorteggio dei componenti del CSM riduca la rappresentatività.

Risposta: il sistema elettivo attuale ha portato allo scandalo Palamara (2019), giudiziariamente accertato. Il correttivo era necessario.

– La riforma non accelera i processi: vero. Ma la separazione delle carriere riguarda la qualità della giustizia (imparzialità, autonomia), non la velocità.

Sono due problemi distinti che richiedono due soluzioni distinte.

– «Mutazione genetica del PM»: una parte del fronte del NO teme che un PM specializzato solo nell’accusa perda la cultura della ricerca della verità a tutto tondo.

La Democrazia Cristiana ritiene invece che la specializzazione rafforzi la competenza, non la riduca.

LA POSIZIONE DELLA DEMOCRAZIA CRISTIANA

La Democrazia Cristiana vota < SÌ > con convinzione, sulla base di:

– I dati europei: l’Italia è l’unica grande democrazia con carriere unificate insieme a Turchia, Romania e Bulgaria.

– Le classifiche mondiali: 35° in Europa per efficienza giudiziaria, 52° nel mondo per corruzione percepita, 28° per stato di diritto.

– La storia giudiziaria: lo scandalo Palamara (2019) ha dimostrato giudiziariamente il fallimento del sistema attuale del CSM.

– Il principio costituzionale: il Giudice deve essere terzo. Chi ha accusato non può mai essere chi decide.

– L’autonomia del PM: la separazione rafforza, non indebolisce, il PM come soggetto specializzato e indipendente.

 

 

A cura del dott. Giovanni Luigi Girotto (Vicenza)

giovanni.girotto@dconline.info * cell. 351-4244992 *

Segretario interregionale – Triveneto del Dipartimento “Lavoro – Problematiche sindacali – Formazione” della Democrazia Cristiana italiana

Segretario nazionale Vicario del Dipartimento “Lavoro – Problematiche sindacali – Formazione” della Democrazia Cristiana italiana 

Componente del Consiglio Nazionale della Democrazia Cristiana

Componente della Direzione Democrazia Cristiana italiana

Editoriali de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana

< segreteria.nazionale@dconline.info >

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *