GESU’ CRISTO VERAMENTE E’ RISORTO!

GESU’ CRISTO VERAMENTE E’ RISORTO!

A cura di Franco Capanna (Teramo ) *

Sindacalista – Giornalista e Scrittore *

franco.capanna@dconline.info 

franco.salice2ss@gmail.com 

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GESU’ CRISTO VERAMENTE E’ RISORTO! 

 

Il fondamento della fede cristiana è che Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo, morì sulla croce per togliere il peccato del mondo ed il terzo giorno è resuscitato dai morti, vincendo così il peccato e la morte.

La Risurrezione è stato un evento soprannaturale, che non si può provare storicamente.

E’ vero però che vi sono vari indizi che corroborano questo fatto, ed inoltre nessuna teoria è riuscita a provare che non sia avvenuta.

La morte in croce di Gesù Cristo è invece un evento storico e comprovato.

Oggi non vi è nessuno storico serio del Nuovo Testamento che nega la morte in croce di Gesù Cristo.

Eppure gli islamici considerano che questo fatto non sia avvenuto. In questo articolo proveremo che la crocifissione e la morte di Gesù Cristo sono fatti storici, accaduti realmente e che pertanto ogni altra teoria che nega la morte in croce di Gesù Cristo è completamente anti-storica e anti-logica.

Innanzitutto vi sono le fonti storiche cristiane e non cristiane sulla morte di Gesù Cristo.

Le cristiane ovviamente sono innanzitutto i libri del Nuovo Testamento, tutti scritti nel primo secolo (quindi i più antichi) e tutti scritti da persone che hanno vissuto con Gesù, hanno successivamente divulgato il Vangelo, e in definitiva hanno deciso di anteporre il nome di Cristo alle loro stesse vite: hanno infatti deciso di morire martiri pur di non rinnegare il nome del Messia.

Mi riferisco agli autori del Nuovo Testamento: Marco, Matteo, Paolo di Tarso, Pietro, Giuda Taddeo, Giacomo.

Poi vi sono le fonti documentali storiche non cristiane. Vediamole nello specifico.

Innanzitutto vi è quella di Cornelio Tacito, che scrive così nei suoi annali (XV, 44):

“Nerone si inventò dei colpevoli e sottomise a pene raffinatissime coloro che la plebaglia, detestandoli a causa delle loro nefandezze, denominava cristiani. Origine di questo nome era Christus, il quale sotto l”impero di Tiberio era stato condannato all”estrema condanna dal procuratore Ponzio Pilato”.

Tacito, anche se li disprezza, descrive i cristiani e conferma quello che c’è scritto nei Vangeli: Gesù Cristo, visse sotto l’impero di Tiberio (che governò dal 14 al 37 d.C.) e gli fu imposta l’estrema condanna (crocifissione) da Ponzio Pilato.

Vi è poi il libro “Antichità Giudaiche” dove, nel passaggio detto Testimonium Flavianum, Giuseppe Flavio descrive la crocifissione di Gesù e persino la sua Risurrezione:

“Ci fu verso questo tempo Gesù, uomo saggio, se è lecito chiamarlo uomo: era infatti autore di opere straordinarie, maestro di uomini che accolgono con piacere la verità, ed attirò a sé molti Giudei, e anche molti dei greci. Questi era il Cristo.

E quando Pilato, per denunzia degli uomini notabili fra noi, lo punì di croce, non cessarono coloro che da principio lo avevano amato. Egli infatti apparve loro al terzo giorno nuovamente vivo, avendo già annunziato i divini profeti queste e migliaia d”altre meraviglie riguardo a lui. Ancor oggi non è venuta meno la tribù di quelli che, da costui, sono chiamati Cristiani.”

Vediamo un’altra fonte storica sulla crocifissione di Gesù: il Talmud Babilonese, una collezione di scritti rabbinici ebrei:

“Alla vigilia della Pasqua, Yeshu fu appeso. Per quaranta giorni prima dell”esecuzione, un araldo…gridava: “Egli sta per essere lapidato perché ha praticato la stregoneria e ha condotto Israele verso l”apostasia”.

Questo passaggio non solo è una delle prove dell’esistenza stessa di Gesù, ma spiega indirettamente, dal punto di vista degli ebrei che non credettero in lui, il motivo della sua crocifissione, infatti si sostiene che abbia praticato la “stregoneria” e che “abbia portato Israele all’apostasia”.

Da una parte si confermano i miracoli, considerati come “stregoneria” da chi non credeva, dall’altra parte si confermano i Vangeli, che descrivono il perché Gesù fu mandato al patibolo, in quanto dal punto di vista degli ebrei non credenti, lui era un apostata, ovvero una persona blasfema che non crede nelle sacre scritture, ma si sostituisce ad esse.

Vi sono altre fonti storiche sulla crocifissione di Gesù, come per esempio quella dello scettico Luciano di Samostata (120-180 d.C.) nell’opera “La morte di Peregrino”. (XI-XIII):

“Allora Proteo venne a conoscenza della portentosa dottrina dei cristiani, frequentando in Palestina i loro sacerdoti e scribi. E che dunque?

In un batter d’occhio li fece apparire tutti bambini, poiché egli tutto da solo era profeta, maestro del culto e guida delle loro adunanze, interpretava e spiegava i loro libri, e ne compose egli stesso molti, ed essi lo veneravano come un dio, se ne servivano come legislatore e lo avevano elevato a loro protettore a somiglianza di colui che essi venerano tuttora, l’uomo che fu crocifisso in Palestina per aver dato vita a questa nuova religione. […]

Si sono persuasi infatti quei poveretti di essere affatto immortali e di vivere per l’eternità, per cui disprezzano la morte e i più si consegnano di buon grado.

Inoltre il primo legislatore li ha convinti di essere tutti fratelli gli uni degli altri, dopoché abbandonarono gli dei greci, avendo trasgredito tutto in una volta, ed adorano quel medesimo sofista che era stato crocifisso e vivono secondo le sue leggi.

Disprezzano dunque ogni bene indiscriminatamente e lo considerano comune, seguendo tali usanze senza alcuna precisa prova.

Se dunque viene presso di loro qualche uomo ciarlatano e imbroglione, capace di sfruttare le circostanze, può subito diventare assai ricco, facendosi beffe di quegli uomini sciocchi”.

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