Gabriele Sabetti (Roma Capitale): la visione sull’Italia e sui giovani oggi da parte del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana !
Viviamo in un tempo in cui l’Italia sembra essersi piegata su se stessa. Si parla tanto di come dovremmo far valere la nostra voce in Europa, di come dovremmo essere più presenti nella NATO, di come dovremmo contare di più nel mondo.
Tutti lo ripetono come un mantra.
Io dico qualcosa di diverso, qualcosa che non piace sentirsi dire: prima di imporci all’estero, l’Italia deve tornare a imporsi dentro casa propria.
Prima di guidare altri, dobbiamo saper guidare noi stessi. Prima di alzare la testa nel mondo, dobbiamo raddrizzarla qui.
Gli italiani sono stanchi, sfiniti. Si sentono schiacciati a destra e a sinistra, oscillando tra il miglior offerente e il miglior esattore.
Hanno quasi perso la forza di sentirsi italiani. Non c’è identità, non c’è riconoscimento, non c’è rappresentanza.
E se guardiamo ai giovani la frattura è totale !
Non esiste più un linguaggio comune tra generazione A, B, C, X, Z… : è un salto continuo.
La politica, invece di ricucire, ha preferito trasformarsi in spettacolo digitale: la nostra Premier nazionale usa i social come se fosse in una campagna elettorale permanente; Renzi ha costruito un partito dentro uno smartphone.
E tutti corrono dietro ai vari video ed ai “reel”.
Ma la politica non si fa con i like ! La politica si fa con le leggi.
Si fa con il confronto, con la responsabilità, con il voto del popolo.
Non si governa un Paese con le storie di Instagram.
Sul lavoro la situazione è più che critica: oggi si va dove si guadagna, non dove si costruisce un futuro.
A 18 anni molti ragazzi rinunciano ai loro sogni perché sanno che i genitori non ce la fanno più, che bisogna lavorare subito, che non c’è più tempo per
studiare.
E così i sogni muoiono prima ancora di nascere.
Il lavoro dovrebbe farti vivere, certo, ma sarebbe giusto che fosse anche ciò che ami.
Non un hobby, non una condanna: una scelta.
Sul piano sociale abbiamo assistito per anni a riforme sbagliate e promesse vuote.
La crisi della Prima Repubblica viene continuamente nominata, ma in confronto a ciò che viviamo oggi era una stagione di ferro:
– identità politica chiara,
– leader preparati,
– valori solidi,
– visione nazionale.
Perché allora l’Italia ha resistito?
Perché c’era la Democrazia Cristiana, un partito che ha governato tra ricostruzione, guerra fredda, terrorismo, crisi economiche.
Un partito che ha retto un Paese intero quando tutto intorno crollava. E oggi? Oggi viviamo un vuoto di identità e di coraggio !
A cura di Gabriele Sabetti (Ciampino / in provincia di Roma)
gabriele.sabett@dconline.info
Segretario regionale del Movimento Giovanile della Democrazia Cristiana della regione Lazio
Componente del Consiglio nazionale della Democrazia Cristiana
Componente della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana italiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
