Fernando Ciarrocchi (Democrazia Cristiana): l’estate torrida surriscalda anche la politica italiana !
Prima dell’inizio delle ormai arcinote feste estive di partito, di gruppi, associazioni (vedasi il Meeting di Rimini, la notissima kermesse di Comunione e Liberazione) che dir si voglia, anche il Colle del Quirinale si trova ad affrontare l’eccezionale ondata di calore sia climaticamente parlando, sia soprattutto politicamente.
In questi giorni, in queste ore, si susseguono a ritmi serrati i possibili ipotetici scenari politici che potrebbero verificarsi al termine della tornata elettorale 2027 per il rinnovo del Parlamento italiano.
Com’è prevedibile, chiamiamolo così, il “toto scenari” si sta esprimendo al meglio.
Lo scenario più accreditato dai sondaggisti, dai politologi sembra essere quello del pareggio tra i due schieramenti politici in campo, ovviamente, centro destra e centrosinistra, oppure, potrebbe anche verificarsi una risicatissima vittoria dell’attuale compagine governativa.
Perché tutto questo?
E qui fiumi d’inchiostro, ridda di dichiarazioni di questo o di quel politologo per tentare di spiegare ai più, che a conti fatti, se si verificasse l’ipotesi del pareggio tra le due coalizioni sarebbe la risposta al vero quesito che non è < chi sarà il prossimo Presidente del Consiglio dei Ministri > ma < chi siederà sullo scranno più prestigioso del Quirinale >?
Il dibattito è apertissimo e senza esclusione di colpi, come è immaginabile.
La diplomazia sottotraccia, gli sherpa dei diversi schieramenti sono già a lavoro.

Da quello che è possibile percepire dalla stampa, dai mass media in generale, sembra che il maggior timore sia che sul Colle possa arrivare l’attuale Presidente del Consiglio dei ministri o qualcun altro della stessa formazione politica.
Chissà …. i tempi sono maturi o non sono maturi?
O meglio ancora: le istituzioni democratiche sarebbero pronte a vivere un simile evento politico?
A rigor di logica, però, va rilevato che un giorno sì, un giorno no, vanno in TV a dichiarare – con determinazione – che l’Italia ha un sistema democratico stabile e consolidato, tanto che sempre ha ben risposto, garantendo democrazia e libertà, agli attacchi avvenuti nei tempi bui della storia repubblicana. Perché allora temere?
Fatta questa chiosa torniamo a bomba, come suolsi dire.
L’elezione dell’attuale Presidente della Repubblica, Prof. On.le Sergio Mattarella, ebbe come “deux ex machina” l’ex Presidente del Consiglio dei ministri, On.le Matteo Renzi considerato in quegli anni l’astro nascente della politica italiana e del centro sinistra.
Oggi “Rebus sic stantibus” il mondo politico è alla ricerca di una figura istituzionale che possa essere sintesi dell’intero Parlamento italiano per garantire la continuità democratica della più importante istituzione politica della politica italiana: la Presidenza della Repubblica Italiana.
A questo punto il gioco si fa duro: due sono le ipotesi come abbiamo accennato.
Se la prossima competizione elettorale nazionale dovesse concludersi con un pareggio tra centro destra e centro sinistra l’attuale inquilino del Qurinale a detta di studiosi, sondaggisti, politologi, potrebbe anche considerare anticipatamente, rispetto alla scadenza naturale del suo mandato, la via delle dimissioni in quanto verrebbe meno la riconferma della maggioranza che lo elesse al colle quindi la “grosse koalition” quale risultato di una competizione elettorale conclusasi in pareggio oltre ad esprimere il nuovo esecutivo dovrebbe indicare anche il nome del nuovo Presidente della Repubblica.
Il risiko in questo contesto è al massimo livello.
Ma si dovrà indicare anche il nuovo Presidente del Consiglio dei Ministri.
Stando alle mille ipotesi il nome che riesce ad attrarre il maggior interesse risponde a quello dell’On.le Paolo Gentiloni Silveri, già Commissario Europeo per gli affari economici e monetari dal 1/12/2019 al 1/12/2024, Presidente del Consiglio dei ministri dal 1/12/2016 al 1/06/20218, poi ancora, Ministro delle comunicazioni e Presidente della Commissione Parlamentare di Vigilanza RAI.
Un nome politicamente moderate sicuramente ben visti dalle cancellerie europee.
Una considerazione politica non può non essere fatta: tutto ciò conferma che il < CENTRO POLITICO > oggi più di ieri ha un ruolo determinate nel garantire istituzioni democratiche e libere.
Per completezza del ragionamento a voler prendere in considerazione una riconferma dello schieramento di Centro destra quale risultato della consultazione elettorale nazionale del 2027 il Presidente Sergio Mattarella concluderebbe a scadenza naturale il suo mandato e conseguentemente il Parlamento di centro destra indicherebbe il nuovo Presidente della Repubblica.
Chi sarà? Chissà? Non resta che attendere e vedere come sarà la nuova legge elettorale: le preferenze saranno reintrodotte? Se si , come ? Beh è proprio il caso di dire , chi vivrà vedrà !
A cura di Dott. FERNANDO CIARROCCHI (Ascoli Piceno)
fernando.ciarrocchi@dconline.info * cell. 347-2577651 *
Vice-Segretario nazionale Dipartimento Sviluppo-Comunicazione-Marketing della Democrazia Cristiana italiana
Vice-Direttore de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
Coordinatore della redazione giornalistica de “Il Popolo” della Democrazia Cristiana.
Responsabile nazionale dell’Agenzia Stampa “Libertas”
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