Facciamo memoria dell’atroce olocausto del popolo ebraico ma non rimaniamo insensibili all’atroce olocausto in atto al giorno d’oggi di tantissimi cristiani nel mondo, considerati solo carne da macello per gli islamisti

Facciamo memoria dell’atroce olocausto del popolo ebraico ma non rimaniamo insensibili all’atroce olocausto in atto al giorno d’oggi di tantissimi cristiani nel mondo, considerati solo carne da macello per gli islamisti

A cura di Angelo Sandri (Udine) * segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 342-9581946 * Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana.

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Nella giornata dell’olocausto, facciamo memoria anche dell’attuale olocausto dei cristiani nel mondo !

Continua infatti un eccidio interminabile di cristiani nel mondo con il silenzio e la vergognosa quasi totale indifferenza della comunità internazionale incredibilmente silente di fronta al fatto c he i cristiani ormai sono carne da macello per gli islamisti.

E’ di queste ore la  notizia della decapitazione del reverendo Lawan Andimi, guida locale della Christian Association of Nigeria.

Un filmato girato dai suoi rapitori e carnefici è stato diffuso dal giornalista Ahmad Salkida. Il reporter ha dunque diramato l’atroce notizia: «Il reverendo Andimi è stato decapitato ieri pomeriggio (20 gennaio, ndr) ed il video della sua spaventosa esecuzione con quella di un soldato è stato diffuso alle 14:42. ».

Un’immagine del Reverendo Lawan Andimi (Christian Association of Nigeria) diffusa dai suoi rapitori islamici prima della sua orrenda decapitazione.

Il reverendo Andimi era scomparso a Michika, nello stato di Adamawa, il 3 gennaio scorso, durante l’ultimo di una serie di attacchi sferrati da Boko Haram, dalla foresta Sambisa, roccaforte dei jihadisti, contro le comunità confinanti.

Dopo aver confermato di essere stato rapito, nel suo accorato appello il reverendo si era rivolto a famigliari e amici, pregandoli di essere forti e di confidare nella volontà di Dio. Ai colleghi della Christian Association of Nigeria ed al governatore Ahmadu Umoru Fintri, aveva chiesto di intervenire al più presto per il suo rilascio.

E’ seguita una durissima esortazione rivolta dalla Christian Association of Nigeria al Governo federale per salvare i cristiani che sono ostaggio di Boko Haram e dello Stato islamico. Il reverendo Samson Ayokunle, presidente della Christian  Association of Nigeria, aveva definito il rapimento del Reverendo Andimi come l’ultima prova della violenta e sistematica persecuzione in atto nei confronti dei cristiani della Nigeria.

Piuttosto pilatesca la risposta del Presidente di Muhammadu Buhari: «Non vedere i terroristi per quello che sono significa fare esattamente ciò che vogliono, dividere i nigeriani». Assicurando piena collaborazione del governo al rilascio degli ostaggi, Buhari aveva rigettato ogni riferimento a una persecuzione in atto verso i cristiani. «Questo governo non tollererà mai l’intolleranza religiosa. Riaffermiamo in modo chiaro e inequivocabile il nostro sostegno alla libertà di praticare qualunque credo si desideri. La politicizzazione della religione – come vietato dalla costituzione – non ha posto in Nigeria». Poi il reverendo Andimi è morto per decapitazione, decisa da degli assassini volgari e sanguinari. Ringraziamo il Presidente per il suo cortese interessamento …

È stato invece picchiato selvaggiamente e poi abbandonato dai suoi aguzzini sul ciglio della temutissima superstrada Kaduna-Abuja uno dei quattro seminaristi del Buon pastore rapiti l’8 gennaio scorso da uomini non ancora identificati. È stato raccolto con le ossa fracassate da due automobilisti di passaggio e trasportato presso l’ospedale cattolico di Kaduna, dove è stato ricoverato in terapia intensiva.

La sua identità e l’entità delle ferite subite non sono stati ancora rivelati, ma secondo una fonte di Aci Africa, vicina al Seminario, si tratta di un ragazzo molto testardo e resistente  e potrebbe essere stato liberato proprio «perché i rapitori pensavano che non sarebbe sopravvissuto nelle loro mani». Il suo ritrovamento è avvenuto il 18 gennaio, dieci giorni dopo l’irruzione nel campus di un commando armato.

Pius Kanwai (19 anni), Peter Umenukor (23 anni), Stephen Amos (23 anni) e Michael Nnadi (18 anni) stanno pagando il prezzo di una situazione che a dispetto di quanto afferma il presidente Buhari è degenerata in tutta la Nigeria dopo il 26 dicembre, quando è stato diffuso il video della brutale esecuzione di 11 cristiani decapitati da Boko Haram. Rapimenti e violenze si sono inasprite negli ultimi mesi e bande criminali hanno preso di mira brutalmente i cristiani, sequestrati e assassinati senza pietà. 

Martha Bulus è stata decapitata nello Stato di Borno con le sue damigelle il 26 dicembre, cinque giorni prima delle sue nozze. I terroristi di Boko Haram hanno bloccato l’auto su cui viaggiava sull’autostrada che collega Maduguri e Yola e l’hanno massacrata con le amiche solo perché cattolica.

Il 17 gennaio una banda di pastori fulani – spietati islamisti che nei primi sette mesi del 2019 avevano già 1.400 persone, ha fatto irruzione nel villaggio di Gora-Gan (nello Stato di Kaduna), sparando a chiunque incontrassero nella piazza in cui si erano riunita la comunità evangelica.
Briget Philip, 18 anni, e Priscilla David, 19 anni, sono morte crivellate dai colpi; Henry Jonathan, 18 anni, Benjamin Peter, 19 anni e Goodluck Andawus, di appena 12 anni, sono stati feriti gravemente.

L’insensibilità della Comunità internazionale e degli Organismi internazionali preposti alla tutela dei diritti umani ci appare a dir poco raccapricciante!

Facciamo dunque memoria oggi dell’atroce olocausto di cui fu vittima il popolo ebraico, ma dobbiamo essere sensibili anche all’atroce olaocausto in atto ai giorni nostri di migliaia di cristiani  massacrati solo perchè credono in nostro Signore Gesù Cristo.

A cura di Angelo Sandri (Udine) * segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 342-9581946 * Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana.

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