FA DISCUTERE LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI UDINE CHE HA CONDANNATO IL SINDACO DEL COMUNE DI PREONE PER LA MORTE ACCIDENTALE DI UN VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE !

FA DISCUTERE LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI UDINE CHE HA CONDANNATO IL SINDACO DEL COMUNE DI PREONE PER LA MORTE ACCIDENTALE DI UN VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE !

FA DISCUTERE LA SENTENZA DEL TRIBUNALE DI UDINE CHE HA CONDANNATO IL SINDACO DEL COMUNE DI PREONE PER LA MORTE ACCIDENTALE DI UN VOLONTARIO DI PROTEZIONE CIVILE !

Ritorniamo dunque sulla vicenda che interessa il servizio di < Protezione Civile > che è sorto in Friuli Venezia Giulia all’indomani del catastrofico terremoto del 6 maggio 1976 e che poi negli anni si è ampliato in maniera esponenziale, divenendo un fiore all’occhiello della Società italiana, a dimostrazione che i valori della solidarietà e dell’impegno civile a servizio del prossimo erano ben radicati all’interno del popolo italiano.
Ha fatto quindi molto discutere – e tuttora se ne sta parlando – la sentenza recentemente emessa dal Tribunale di Udine – a seguito della quale sono stati condannati ad un anno di reclusione Andrea Martinis, Sindaco di Preone (piccolo Comune della provincia di Udine) e Renato Valent, il Coordinatore comunale della Protezione civile del stesso Comune) sono stati ritenuti in qualche modo responsabili della morte del volontario di Protezione Civile Giuseppe De Paoli.
Ne abbiamo già parlato in precedenti articoli pubblicati sulle colonne di questo stesso giornale e la questione è stata anche inserita – su proposta del Segretario Organizzativo provinciale della Democrazia Cristiana della provincia di Udine Alessandro Pittoni (Tolmezzo) – tra gli argomenti di discussione del < Dipartimento Legalità e Giustizia > della Democrazia Cristiana italiana.
Dipartimento che esaminerà dettaghliatamente la questione nella sua prossima riunione prevista per giovedì 30 aprile 2026.
I fatti di cui trattasi erano avvenuti il 29 luglio 2023 allorquando il volontario della Protezione civile Giuseppe De Paoli perse la vita mentre monitorava il territorio dopo il maltempo che si era abbattuto sulla Carnia.
Alessandro Pittoni (Tolmezzo)

Il Giudice del Tribunale di Udine Daniele Faleschini Barnaba ha dunque emesso una sentenza di condanna per i due imputati ad un anno di carcere con l’imputazione di reato di omicidio colposo ed in aggiunta con una provvisionale di risarcimenti di cinqusntamila euro a favore della parte civile.

Una decisione che ha lasciato del tutto allibiti non solo i due imputati, ma anche tutti i Sindaci della Carnia, molti dei quali erano per l’ennesima volta presenti in aula, in segno di visibile solidarietà nei confronti del collega che era finito sotto processo.

In quell’occasione dunque il volontario della Protezione Civile di Giuseppe De Paoli (di anni 74 anni), Vigile del fuoco in pensione, perse la vita in quanto travolto da un ramo mentre era impegnato in operazioni di monitoraggio e di ripristino della viabilità.
L’iter giudiziario sulla questione di cui trattasi ha avuto inizio ufficialmente in data 11 aprile 2025, allorquando il Gup di Udine aveva disposto il rinvio a giudizio per il Sindaco di Preone Andrea Martinis e per il Coordinatore della locale Protezione Civile Renato Valent.
La difesa aveva immediatamente richiesto il “non luogo a procedere”, ma il Giudice aveva ritenuto necessario approfondire le presunte carenze in termini di sicurezza e di formazione che avrebbero portato alla morte del volontario Giuseppe De Paoli.
Gli Amministratori locali della Carnia, del Gemonese e del Canal del Ferro hanno espresso immediatamente la loro massima solidarietà ai colleghi che erano stati “indagati” e non hanno mancato di essere presenti al Tribunale a Udine, in tutta la fase del processo, a loro sostegno.
Dott. Piergiorgio Lo Duca (Cosenza)

Il dibattimento è quindi entrato nel vivo nei mesi successivi nel secondo semestre 2025, trasformando l’aula di tribunale di Udine anche in un luogo di scontro politico e sociale.

Decine di Sindaci della Carnia infatti hanno presenziato alle udienze indossando la fascia tricolore in segno di solidarietà.
Il punto di svolta è arrivato in data 19 febbraio 2026, quando il Pubblico Ministero Andrea Gondolo, contestando l’inadeguatezza dell’attrezzatura e la mancata istruzione del personale, aveva richiesto per entrambi gli indagati una condanna ad un anno e quattro mesi di reclusione.
Avv. Saverio Guida (Caserta)

La sentenza di condanna (ad un anno di reclusione) è arrivata in data 31 marzo 2026.

<< Dal punto di vista tecnico – ribadiscono glli Avvocati difensori – riteniamo di aver ricostruito i fatti in maniera più che adeguata, ma ci sono anche importanti aspetti giuridici legati alle modifiche normative che sono intervenute nel tempo >>
La linea difensiva dunque resta quindi improntata alla prudenza in quanto è anche necessario attendere le motivazioni della sentenza per comprendere il ragionamento seguito dal Giudice.
Avv. Antonio Todisco (AV)

Solo dopo la pubblicazione di dette motivazioni sarà possibile valutare nel dettaglio le ragioni del verdetto ed impostare un eventuale (e probabile) ricorso.

Nel frattempo, la sentenza che stiamo commentando sta già producendo indesiderati effetti anche sul piano operativo.
La decisione infatti sta incidendo molto negativamente sull’attività dei gruppi comunali di Protezione civile e molti stanno valutando l’opportunità di interrompere le attività di volontariato.
Si ritengono infatti esposte alla “mannaia” di una valutazione che non tiene debitamente conto delle scelte volontaristiche (con relativa assunzione di responsabilità) da parte di chi intende dare il proprio apporto a servizio della comunità civile in caso di necessità
Una prospettiva che alimenta notevolmente il dibattito sulle responsabilità degli Amministratori locali in carica e sulle possibili conseguenze riguardanti le decisioni assunte anche nell’ambito della gestione delle emergenze.
A cura di Ing. GIAMBATTISTA TOTARO (Pordenone)
giambattista.totaro@dconline.info * cell. 339-6306020 *
Segretario politico regionale della Democrazia Cristiana della regione Friuli Venezia Giulia
Vice-Segretario Amministrativo nazionale della Democrazia Cristiana italiana
Responsabile nazionale della Democrazia Cristiana italiana per i rapporti con il Parlamento Europeo e gli organismi istituzionali della Comunità Europea
Componente del Consiglio Nazionale e della Direzione nazionale della Democrazia Cristiana
e del Dott. ANGELO SANDRI (Cervignano del Friuli/Udine)
segreteria.nazionale@dconline.info * cell. 380-7875103 *
Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana italiana
Direttore responsabile de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana 

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *