Dopo lo tsunami abbiamo bisogno di ricostruire e di rinascere !

Dopo lo tsunami abbiamo bisogno di ricostruire e di rinascere !

< Dopo lo tsunami abbiamo bisogno di ricostruire e di rinascere ! >

Congiungere le mani è un gesto largamente praticato presso molti popoli.In ambito cristiano viene usato solo a partire dal diciannovesimo secolo.

Con le mani giunte si offrono dunque a Dio i propri servizi,e allo stesso tempo ci si sottomette alla sua volontà.

L’ umanità si conceda una seconda possibilità perché si deve ripartire dalle scommesse fatte male; un’altra vita da poter giocare, abbiamo ancora un altro gettone.
Non vede cose buone Gesù e la sua immagine chiusa avvolte negli sgabuzzini, peggio in manifesti elettorali dove scritte bestemmie rivolte a lui.
Tolto dal presepio, nelle scuole.
Mai come in questi momenti ci ritroviamo a fare un bilancio del nostro percorso esistenziale.
E non di rado, nel tirare le somme delle scommesse vinte e di quelle andate a vuoto, rimaniamo basiti.
Ma se, senza dubbio, non e’  affatto facile riuscire a spezzare il circolo vizioso dello scoraggiamento e dell’autocommiserazione, è anche vero che è proprio quando si tocca il fondo che talvolta si trova la forza di darsi il giusto slancio per risalire e tornare a galla.
Abbiamo il dovere della solidarietà,la capacità di dare e non come fanno di persone che se ne approfittano per avere di più.
Allo stesso tempo ci sono persone con una grande capacità di di condivisione, di solidarietà.
Si vede e si scopre un atteggiamento stimolante, che invita alla speranza.
Non si è persa la speranza.
La realtà è taciuta o distorta dall’informazione pubblica, sotto il controllo, in alcune parti del mondo. È difficile fare emergere la protesta e la proposta nel mentre alcuni cercano trasformare il mondo in meglio, i poeti lo cantano e altri che vada in frantumi.
Siamo ancora in tempo a rimediare agli sbagli,che ogni fallimento,se siamo capaci di inscriverlo in un orizzonte di senso e di dargli il giusto peso nel nostro percorso di crescita , può smettere di essere per noi una pesante zavorra che ci trascina a fondo e diventare invece un trampolino di lancio da cui ripartire con più determinazione.
Vi sono realtà nel mare magnum di degrado esempi costruttivi per limitarmi al poco spazio a disposizione : gli oratori milanesi sono ancora oggi una magnifica realizzazione e una garanzia di vita giovane nelle parrocchie e nelle diocesi.
Si hanno disparità di trattamento e di risorse nel mondo,e nella prosperosa Europa come di tante Nazioni ricche i bambini non sanno allacciarsi le scarpe ,ma comandano al computer ,navigano su internet , smanettano sui telefonini e sui tablet .Meraviglioso certo ,certi, ma pericoloso.
Neil Postnan è arrivato a dire che”oggi in America vi è ben poca differenza tra quelli che definiamo adulti e bambini”.
In tante altre realtà nel mondo milioni di bambini non hanno acqua pura né generi alimentari e tanto meno medicine di base.
Per loro le stelle non brillano ma simili a tanti piccoli laghetti di lacrime.
Franco Capanna * sindacalista  Teramo * Editorialista del quotidiano < Il Popolo >.

 

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