DEFINITIVO NO DA PARTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE AL CONCETTO DI OMOGENITORIALITA’ !

DEFINITIVO NO DA PARTE DELLA CORTE COSTITUZIONALE AL CONCETTO DI OMOGENITORIALITA’ !

A cura di ANGELO SANDRI (Udine) * 342-9581946 * 342-1876463 * segreteria,nazionale@dconline.info * Segretario politico nazionale della Democrazia Cristiana e Direttore Responsabile de < IL POPOLO >.

Non è stata una notizia divulgata con fare assordante, anzi – per la verità – – è passata in sordina, quasi sotto silenzio, segno evidente che le lobby omosessuali che condizionano pesantemente il sistema mass-mediale e della comunicazione non l’hanno presa proprio bene!

Così come non deve averla presa molto bene (la notizia) nemmeno l’attuale Ministro alla Famiglia Elena Bonetti che aveva promesso rivoluzionarie aperture a favore del mondo Lgbt: della serie adozioni a go’ go’ e per tutti …

In questo caso non ci sono certo state le fanfare…. che avevano accompagnato il varo della <Legge Cirinnà >…. non grandi titoli sui giornali…. nè prime pagine…. nè ossessionati servizi televisivi …

Ma si sa… < natura non facit saltus > … ammonivano i latini e quindi prima o poi ci si deve arrendere all’evidenza. Ma di che notizia si tratta?

E’ stato ribadito dalla Corte Costituzionale il diritto naturale ad avere un padre. In pratica la Corte Costituzionale ha respinto la richiesta del tribunale di Pisa che pretendeva di comporre un certificato anagrafico che attestasse un bambino “figlio di due donne”.

Con questa sentenza, quindi, si è ribadito definitivamente che nell’ordinamento giuridico italiano non esiste l’omogenitorialità perché i bambini sono soggetti di diritto e non un diritto di adulti egoisti ( alla Bibbiano) che pensano di poter fare tutto quello che vogliono.

In Italia è proibita la fecondazione eterologa per coppie dello stesso sesso ma due donne avevano chiesto di farsi entrambe riconoscere come mamme di un bambino concepito in una clinica danese, ovviamente tramite il seme di un donatore.

Ma il tentativo – avvenuto attraverso la via giurisprudenziale – non è dunque riuscito (nemmeno in via giurisrudenziale…) !

Grande stima e riconoscenza va espressa ai funzionari del comune di Pisa che si sono rifiutati di registrare la genitorialità di due mamme, attenendosi al Codice Civile del nostro Paese e precisamente agli articoli 449 del codice civile; articolo 29, comma 2, e 44, comma 1, del decreto del Presidente della Repubblica 3 novembre 2000, n. 396; articolo 250 del codice civile; articoli 5 e 8 della legge 19 febbraio 2004, n. 40.

Con l’iscrizione nei registri dello stato civile di un bambino come figlio di due persone dello stesso sesso sarebbe stato cambiato il paradigma della società stravolgendo la natura e trasformando ogni desiderio in diritto.

Non esistono due genitori dello stesso sesso e non saranno mai i Tribunali a capovolgere la verità che è evidente a tutti in maniera lapalissiana.

Possono due maschi generare figli? Solo ricorrendo alla pratica dell’utero in affitto privando un bambino del diritto di crescere con la mamma. 

E da due donne possono nascere i bambini? Solo ricorrendo alla fecondazione eterologa che però è illegale per le coppie lesbiche.

Anche se la notizia è passata in sordina e senza le fanfare che avevano accompagnato la Legge Cirinnà non rimane che constatare come sia proprio vero: < Natura non facit saltus !

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