Franco Capanna: con l’amore rinasce la vita, torna la poesia !

Franco Capanna: con l’amore rinasce la vita, torna la poesia !
A cura di Franco Capanna (sindacalista Teramo) * franco.capanna@dconline.info 

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 < Franco Capanna: con l’amore rinasce la vita, torna la poesia ! >

L’amore è un bisogno, una necessità. L’amore è un sentimento che trasforma, che rende il mondo più bello di quanto abbiamo sempre sognato. Quando ci innamoriamo “abbiamo l’impressione che tutto l’universo sia d’accordo“, scrive Coelho.
Ed è il tema prediletto della poesia sin dai tempi di Catullo e resterà al centro del pensiero dei poeti finché esisterà questo genere di letteratura. 
Allora ecco, da Neruda a Montale, da Nazim Hikmet a Jacques Prévert e tanti altri.
Ai tempi cosiddetti giovani, non vi era altro che scrivere all’innamorata per me era lontano e – tra le lettere che ancora conservo – ecco alcuni significativi passaggi che riscopro per Voi.
<< Non t’amo come se fossi rosa di sale, topazio o freccia di garofani che propagano il fuoco: t’amo come si amano certe cose oscure, segretamente, tra l’ombra e l’anima. T’amo come la pianta che non fiorisce e reca dentro di sé, nascosta, la luce di quei fiori; grazie al tuo amore vive oscuro nel mio corpo il concentrato aroma che ascese dalla terra. T’amo senza sapere come, né quando, né da dove.
T’amo direttamente senza problemi né orgoglio: così ti amo perché non so amare altrimenti che così, in questo modo in cui non sono e non sei, così vicino che la tua mano sul mio petto è mia, così vicino che si chiudono i tuoi occhi col mio sonno. Quanto sei bella, amata mia, quanto sei bella!
Gli occhi tuoi sono colombe, dietro il tuo velo. nessuna di loro è senza figli. Come nastro di porpora le tue labbra, la tua bocca è piena di fascino; come spicchio di melagrana è la tua tempia dietro il tuo velo >>.
Se sapessi scrivere la bellezza dei tuoi occhi e cantare in nuovi metri tutte le tue grazie il futuro direbbe: questo poeta mente; mai un volto ebbe tratti così celesti Il suo nome: Pierina Masi.
Quindici anni fa un tumore al seno la portava via e conobbi l’inferno!  Conservai la Fede da ella tratta e con violenza di percorso firmavo opere come sindacalista contro tutto e tutti e ogni abuso correndo pericoli poi dei quali non mi preoccupavo.
Mi accorsi soffrivo di solitudine e trovai conoscenze buone ma non adatte o semplicemente io non corrispondente a loro. Chiesi a Gesù la contropartita ovvero una intera notte in preghiera per avere grazia di donna straordinaria alla mia natura e possibilmente simile alla prima. Dio udiva il mio grido di lamento e venne il nuovo Eden.
<< Cara, mi conosci troppo poco, devo ancora farmi conoscere da te, devo ancora scoprirmi a te, stupirti, ho bisogno di farmi ammirare da te come io continuamente ti ammiro. Quando balena il cielo di settembre e pare un’arma gigantesca sui monti, salvie rosse mi sbocciano sul cuore.
Che tu mi chiami, che tu mi usi con la fiducia che dai alle cose, come acqua che versi sulle mani o lana che ti avvolgi intorno al petto. Sono la scarna siepe del tuo orto che sta muta a fiorire sotto convogli di zingare stelle.
Rinasce la vita, torna la poesia.
Quando Dio creò te distesa a letto sapeva cosa stava facendo era ubriaco e su di giri e creò le montagne e il mare e il fuoco allo stesso tempo.
Ha forse fatto qualche errore ma quando creò te distesa a letto fece tutto il Suo Sacro Universo >>.
Ai tanti mi scrivono da ogni parte del mondo offro la mia esperienza per cercare di dare nuova linfa a chi ha una esistenza poco felice.
A cura di Franco Capanna (sindacalista Teramo) * franco.capanna@dconline.info 

 

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