< BIAGIO PASSARO (DEMOCRAZIA CRISTIANA) RISPONDE PUBBLICAMENTE ALLA “LETTERA APERTA” DI GIANNI ALEMANNO ! >
In pieno periodo ferragostano Gianni Alemanno ha inviato una lettera aperta sulla situazione esistente nelle carceri italiane e che senz’altro fa molto pensare.
Gianni Alemanno
Il Segretario nazionale del Dipartimento < Enti locali > della Democrazia Cristiana italiana dott. Biagio Passaro gli ha risposto in forma altrettanto pubblica ed aperta ed il nostro giornale < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana riprende integralmente il suo scitto.
<< Caro Gianni, le Tue parole dal carcere risuonano come un pugno nello stomaco ed hanno il merito di squarciare quel silenzio ipocrita che, ogni estate, cala sui nostri penitenziari.
Quando scrivi che la politica è andata in ferie lasciandovi “come cani abbandonati sull’autostrada”, non parli solo di te, ma di un’intera umanità dimenticata: migliaia di uomini e donne rinchiusi in celle sovraffollate, senza cure, senza dignità, senza speranza.
Dietro le sbarre non ci sono fantasmi, ci sono esseri umani.
C’è Antonio, 88 anni, che piange al telefono con la bronchite non curata. Ci sono i malati cronici senza assistenza, i giovani che non vedono prospettive, i padri che non possono abbracciare i figli.
Ci sono tanti che hanno sbagliato, certo, ma nessuno ha perso il diritto a essere trattato come persona.
La Costituzione italiana, all’articolo 27, è chiara a tal riguardo: la pena non può consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e deve tendere alla rieducazione.
Eppure, le Tue lettere ci ricordano che questa norma resta, troppo spesso, lettera morta.
Non è giustizia quella che lascia morire un anziano in cella per una bronchite; non è sicurezza quella che abbandona migliaia di persone al degrado; non è civiltà quella che costruisce carceri come discariche sociali.
Per questo, la Tua denuncia deve diventare la voce di tutti: detenuti, famiglie, volontari, avvocati, operatori.
Non serve pietismo, serve coraggio politico. Servono riforme vere: pene alternative, misure domiciliari per i malati e gli anziani, programmi di reinserimento, investimenti in personale e strutture.
Perché una società che rinuncia a rispettare i diritti dei detenuti è una società che rinuncia alla propria dignità.
Caro Gianni, continuiamo a far rumore. Continuiamo a parlare di chi non ha voce.
Che le Tue lettere non rimangano un grido nel vuoto, ma diventino il seme di una battaglia di civiltà.
Con solidarietà e indignazione ! Un cordiale saluto.