< BIAGIO PASSARO (DEMOCRAZIA CRISTIANA: E’ TEMPO DI SVEGLIARSI MENTRE IL GOVERNO MELONI CONTINUA CON IL SUO AUTOCOMPIACIMENTO ! >
Che l’Italia abbia registrato nel secondo trimestre del 2025 un calo del PIL dello 0,1 % rispetto al trimestre precedente, non è certo una novità: lo conferma l’ISTAT con dati ormai definitivi, che riprendono le stime preliminari del 30 luglio scorso
Eppure, sul piano politico, il governo Meloni continua a sbandierare ottimismo come se quel -0,1 fosse solo un’insignificante fluttuazione statistica.
Basta guardare al quadro completo: se guardiamo invece il confronto annuo, il PIL segna una magra crescita dello 0,4 %, mentre la “crescita acquisita” per il 2025 resta appena allo 0,5 %, se non ci fossero altri scossoni da qui a fine anno
Chi può davvero essere contento di questi numeri ?
• Il calo registrato nel trimestre (‑0,1 %) rappresenta un bel campanello d’allarme dopo quel +0,3 % dei primi tre mesi del 2025 .
• Dietro a questa frenata, c’è un contributo negativo netto della domanda estera, con esportazioni in calo dell’1,7 %, controbilanciate solo marginalmente da investimenti (+1 %) e dalla variazione delle scorte (+0,4 %)
• I consumi? Perfettamente piatti.
Né calano, né crescono: in economia, stagnazione pura.
Il governo – si direbbe – si crogiola nell’illusione che questi numeri siano abbastanza per continuare a lodarsi.
Ma basta !
È tempo di lasciare il sogno del “tutto va bene” e mettere i piedi nella realtà: un paese che cresce a passi da lumaca, con export in difficoltà e consumi immobili, non è una storia di successo da esibire.
Italia rischia di restare fanalino di coda.
Francamente, essere sotto la “performance” della Francia (che cresce dello 0,3 % sul trimestre), mentre altri partner arrancano di più, non è affatto un vanto
Al contrario, è un motivo serio per interrogarsi: dove sta andando questa economia? E con quale strategia?
Il ritratto inatteso.
Un occhio attento dei centri studi – ad esempio Confcommercio – non va per il sottile: la contrazione rende difficile puntare a una crescita grezza annuale tra lo 0,7 % e lo 0,8 %, il livello che dovrebbe garantire qualche respiro in più al Paese
Insomma, presidente Meloni e compagni: svegliatevi!
L’autocompiacimento è un lusso che non possiamo permetterci.
I dati sono chiari: l’economia italiana non è in crescita esplosiva, non è in ripresa robusta, e men che meno è in condizioni di poter affrontare scossoni internazionali o interni senza danni.
Sono numeri impietosi, davvero inequivocabili !

di Biagio Passaro (Modena)
biagio.passaro@dconline.info * cell. 335433277 *
Segretario Nazionale del Dipartimento “Enti Locali” della Democrazia Cristiana italiana
Componente del Consiglio Nazionale e della Direzione Nazionale della Democrazia Cristiana
Editorialista de < IL POPOLO > della Democrazia Cristiana
