Andrea Saltalamacchia (D.C.): dobbiamo ridiscutere i temi economici e dire la nostra su aspetti fondamentali per la nostra vita di ogni giorno !

Andrea Saltalamacchia (D.C.): dobbiamo ridiscutere i temi economici e dire la nostra su aspetti fondamentali per la nostra vita di ogni giorno !

A cura di ANDREA SALTALAMACCHIA (Udine) * andrea.saltalamacchia@dconline.info 

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it 

< Andrea Saltalamacchia (D.C.): dobbiamo ridiscutere i temi economici e dire la nostra su aspetti fondamentali per la nostra vita di ogni giorno ! >

A mio avviso il popolo deve ritornare protagonista delle scelte che gli competono e non subire le scelte che i potenti fanno solo a loro uso e consumo !  Dobbiamo per esempio riappropriarci dei temi che riguardano l’economia e dire la nostra su aspetti che hanno una fondamentale importanza nella vita di ogni giorno.

In questo senso le forze politiche (ed anche i Sindacati) devono riacquistare quel ruolo che loro compete e che sembra si sia vanificato con questa ubriacatura verticistica che ha tolto ai cittadini perfino il potere di incidere con il loro voto nella scelta della propria classe dirigente.

Vivo in Friuli Venezia Giulia, in una regione “deflorata” della sua primaria ricchezza che sempre la ha garantito benessere e prosperità. Mi riferisco all’industria ed al turismo.

Fabbriche come ad esempio la Elettrolux, hanno segnato l’espansione della provincia di PORDENONE. Il cosiddetto “triangolo della sedia”, a partire dal Comune di MANZANO (UD), ha sempre trainato tutta l’area circostante. Le zone balneari, di tutta la costiera del NORD EST, da tempo sono in ginocchio.

Qui non si parla di deficit, PIL, spred, ecc… Forse perdiamo di vista il concetto che il popolo, la gente facente parte della nostra nazione, ha perso il proprio potere di spesa.

Il privato costruisce e dà lavoro all’impresa edile che a sua volta lavorando permette l’impiego di  altri operai. Gli stessi operai spenderanno soldi e compreranno elettrodomestici o altri beni creando così ancora ulteriore domanda.

La richiesta creata da quest ultimi darà lavoro ad altre fabbriche che dovranno produrre questi beni e per produrli serviranno ancora operai.  È un effetto “cascata” che però si è interrotto.

Cosa è successo dall’entrata della moneta unica?  Il cambio marco/lira con rapporto 2 a 1 rendeva al turismo sostenibilità con le varie aziende turistiche… Ma con l’entrata dell’euro si è distrutta quella che era una delle prime fonti di reddito stagionali, alberghi, ristoranti e qualsiasi attività ad esso connesse.

Le attività turistiche si sono trovate in ginocchio. Alberghi e ristoranti hanno iniziato ad avere meno entrate, i dipendenti sempre meno pagati, se non addirittura non contrattualizzati. Perdita del potere di acquisto, le imprese hanno registrato un calo delle vendite, sia turistiche sia industriali.

Lo Stato ha alzato le tasse e ad oggi abbiamo una pressione fiscale impressionante! I colossi si sono delocalizzati e migliaia di famiglie… ridotte in povertà.

Sembra non poterci più uscire da questa situazione, con anche un debito enorme affligge il nostro Paese. Dall’altra questa pressione fiscale va abbassata drasticamente o sarà la nostra rovina definitiva.

Cosa fare quindi?

Serve un atto di coraggio con l’eliminazione di tutte le forme di precariato. Devono si rimanere i contratti determinati e indeterminati (con una regolamentazione maggiormente precisa ed efficace).Le cooperative vanno rivisitate (approfondiremo il concetto di cooperativa) . Va maggiormente valorizzata la figura dell’imprenditore.

Anche compiti e funzioni delle agenzie interinali vanno a mio avviso rivisitate. Tutte le richieste dovrebbero passare per il Centro dell’impiego, di modo che il lavoratore dipendente possa avere una paga piena, senza che nessuno possa “mangiare” sul suo stipendio.

Bisognerebbe puntare all’aumento della paga base, con un salario minimo garantito. Va ricreata una base economica per le famiglie e una agevolazione al 15% di Iva a tutte le imprese. Rilanciando il lavoro, rendendo una tassazione onestà lo Stato potrà incassare tre volte tanto di quanto incassa oggi.

Senza dubbio sono temi che vanno ulteriormente analizzati ed approfonditi, ma è importante cominciare a farlo invertendo quell’ordine di tendenza per cui al popolo compete solo obbedire e tacere, senza nemmeno capire le scelte di chi decide anche quello dovrebbe competere al “popolo sovrano” !

 

A cura di ANDREA SALTALAMACCHIA (Udine) * andrea.saltalamacchia@dconline.info 

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