AD OGGI NESSUNA OPPORTUNITA’, NE’ TUTELA, PER LE DONNE “CAREGIVER” !

AD OGGI NESSUNA OPPORTUNITA’, NE’ TUTELA, PER LE DONNE “CAREGIVER” !

Di CLAUDIA HERRATH (Trieste) * claudia.herrath@dconline.info * Cell. 339-7178400 * Segretario reg.le Dip. Comunicazione Democrazia Cristiana Friuli Venezia Giulia 

< AD OGGI NESSUNA OPPORTUNITA’, NE’ TUTELA, PER LE DONNE “CAREGIVER” ! >

Claudia Herrath (Trieste)

Non ci sono cifre certe che stabiliscano quanti sono i “caregiver” familiari in Italia. Dai dati diffusi dall’ISTAT comunque  emerge che sono milioni gli italiani che si prendono cura di malati, anziani e disabili in famiglia.

I “caregiver” familiari sono le persone che assistono anche 24 ore su 24 un familiare con disabilità o non autosufficiente.

“Caregiver” è un termine anglosassone che è entrato ormai stabilmente nell’uso comune ed indica appunto “colui che si prende cura”. Si riferisce naturalmente a tutti i familiari che assistono un loro congiunto ammalato e/o disabile. I “caregiver” dei pazienti con demenza sono la grande maggioranza

Oggi il perno del “welfare” è la famiglia, sulla quale ricade la responsabilità della persona con disabilità,

Una responsabilità che grava principalmente sulle donne. Donne che sono costrette spesso a lasciare il lavoro, per poter assistere il familiare disabile.

In linea di massima il ruolo di “caregiver” viene ricoperto dal coniuge, o da un figlio/a, oppure un genitore. Il profilo del caregiver è però generalmente femminile. Infatti la maggior parte in genere sono donne (al 74%).

Una presenza invisibile eppure indispensabile.Impossibile immaginare la vita di infermi gravi o gravissimi senza queste presenze.

Devono essere dunque affermati alcuni principi, quali il riconoscimento giuridico del ruolo e del valore sociale del “caregiver” e la sua corretta definizione, tenendo conto che questa funzione ha anche forti impatti emotivi e relazionali oltre che lavorativi e di salute.

La donna “caregiver” è figura fondamentale che non viene in alcun modo tutelata, nè riconosciuta.

Questa carenza di supporto ha gravi conseguenze sulla sua  qualità di vita e sugli aspetti sociali e economici della donna.

Da qui la necessità di disciplinare il suo riconoscimento come già avviene peraltro in molti Stati dell’Unione Europea.

Non si può ignorare una realtà che coinvolge milioni di donne: mogli, figlie, madri.

Le esperienze europee insegnano che rafforzare le reti di comunità e costruire innovazione sociale richiede, in primo luogo che le donne  vengano ascoltate e rappresentate, ma soprattutto è fondamentale che aumenti la consapevolezza dell’importanza del ruolo che hanno per la collettività sia a livello sociale che economico.

Occorrono misure immediate, precise e concrete a sostegno delle donne caregiver. Non possono più aspettare !

Di CLAUDIA HERRATH (Trieste) * claudia.herrath@dconline.info * Cell. 339-7178400 * Segretario reg.le Dip. Comunicazione Democrazia Cristiana Friuli Venezia Giulia 

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