< LA DISOCCUPAZIONE E' UN CONSUMO DI PRODUZIONE SENZA CORRISPETTIVO E PERCIO' UNO SPERPERO DI FORZE PRODUTTIVE >

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A cura di Claudia Herrath (Trieste) * claudia.herrath@dconline.info * cell. 339-7178400 * Segretario politico comunale della Democrazia Cristiana di Trieste.

Pagina ufficiale facebook della Democrazia Cristiana < DemocraziaCristiaanaOnline >

< LA DISOCCUPAZIONE E’ UN CONSUMO DI PRODUZIONE SENZA CORRISPETTIVO E PERCIO’ UNO SPERPERO DI FORZE PRODUTTIVE >

Claudia Herrath (Trieste)

Il fenomeno della disoccupazione è stato sempre definito alla stregua di quei fenomeni normali, di cui si tesse l’economia libera.

Ma c’è qualcosa di profondamente errato nella risposta che viene data per giustificare il fenomeno della disoccupazione:non ci sono denari.

Mancano i denari? Eppure dal momento che vivere bisogna, e per vivere bisogna consumare, e per consumare bisogna spendere, quindi in ultima analisi i denari si trovano sempre, necessariamente.

Allora vien da dire che più che i denari, manca l’impegno a mettere in circolazione il talento che invece – in pratica – messo sotto terra.

Sarebbe utile fare un calcolo di quanto costa la disoccupazione in Italia e quanto esse incida sulla produzione mancata. I disoccupati, se invece occupati, producono e questa produzione alza il tenore di vita di tutti.

Consumare senza produrre è il paradosso innescato dalla disoccupazione.

Quando si impiega un disoccupato, non finisce li’, in quanto egli spenderà il suo reddito in beni e servizi forniti da altri. Costoro a loro volta, avendo un reddito maggiore, spenderanno dando vita ad una occupazione maggiore, e cosi’ via.

L’obiettivo fondamentale di uno Stato moralmente, socialmente ed economicamente sano, dee essere quello di eliminare la disoccupazione.

Ci sono milioni di italiani che vorrebbero lavorare, ma non possono.

Opere pubbliche, settore immobiliare, agricoltura, industria, ecc.: non è il lavoro che manca ma l’impegno a realizzarlo.

Il risparmio è di per se negativo, significa non spendere; il risparmio in sè non ha alcuna virtù sociale.

Ed è anche una legge di vita morale.

Non vogliate produrre “tesori”, dice il Vangelo. Il talento non doveva esser sotterrato, ma fatto fruttare. Questa è la “politica” economica e finanziaria del Vangelo.

Il risparmio non speso equivale  a lavoro mancato, e quindi a occupazione mancata.

Bisogna anche smetterla con lo spauracchio dell’inflazione.

Essa c’è soltanto quando alla crescita della circolazione non corrisponde una crescita proporzionata della produzione

I denari – anche se pochi – ci sono, ma bisogna dirottarli nella direzione giusta.

Allora si che lo Stato diventa garante per tutti del lavoro.

L’azione della Democrazia Cristiana  si basa sui principi fondamentali della Dottrina Sociale della Chiesa: l’uomo deve lavorare sia perchè il Creatore glielo ha ordinato, sia per rispondere alle esigenze di mantenimento e sviluppo della stessa umanità.

Il lavoro si profila come obbligo morale in relazione al prossimo, che è in primo luogo la propria famiglia, ma anche la societa’ alla quale si appartiene; la nazione della quale si è figli e figlie; l’intera famiglia umana di cui si è membri.

Siamo eredi del lavoro di generazioni e insieme artefici del futuro.

A cura di Claudia Herrath (Trieste) * claudia.herrath@dconline.info * cell. 339-7178400 * Segretario politico comunale della Democrazia Cristiana di Trieste.

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