LE SALINE DI MARGHERITA DI SAVOIA (PROVINCIA BAT IN PUGLIA) PASSANO DUNQUE IN MANO A SOCIETA’ COMPLETAMENTE CONTROLLATA DA CAPITALE FRANCESE (SALINAS DU MIDI).

LE SALINE DI MARGHERITA DI SAVOIA (PROVINCIA BAT IN PUGLIA) PASSANO DUNQUE IN MANO A SOCIETA’ COMPLETAMENTE CONTROLLATA DA CAPITALE FRANCESE (SALINAS DU MIDI).

A cura di  Maria Teresa Monorchio (Camerino, in provincia di Macerata) * mariateresa.monorchio@dconline.info * www.ilpopolo.news * Pagina FB < IlPopolo.News >

LE SALINE DI MARGHERITA DI SAVOIA (PROVINCIA BAT IN PUGLIA) PASSANO DUNQUE A SOCIETA’ COMPLETAMENTE CONTROLLATA DA CAPITALE FRANCESE (SALINAS DU MIDI).

Tra breve tempo, questione di giorni, un altro pezzo di Italia, viene perduto ! L’Italia infatti perde un pezzo della sua sicurezza agroalimentare relativo alla produzione del sale < made in Italy >, con il trasferimento delle quote societarie della Società a capitale Italiano < ATI SALE >, controllata da SALAPIA, alla società Italiana < CIS >, con sede a Rovigo, a capitale al 100% francese .

Cosa ci vuoi fare …. 4500 ettari ovvero 45,000,000 di metri quadri (quarantacinque milioni)  diventano dunque Francesi !

Un ettaro infatti corrisponde a 10 mila metri quadri.

Il mercato mondiale è diventato di importanza strategica, vista l’impossibilità di rilevare la società Italiana direttamente, e si è trovato uno stratagemma, ossia quello di far indebitare la società mettendo in pegno le relative quote societarie.

Con questo sistema, che possiamo ben definire anomalo, si aggirano i vari ostacoli che dovrebbero impedire operazioni di tal guisa.

Ci spieghiamo meglio: la banca Monte Paschi di Siena ha ceduto debiti per 16,7 milioni contratti da SALAPIA – ATI SALE, dove a garanzia del debito, nel 2011, sono state rilasciate fidejussioni oltre a pegni sul 100% di azioni ATI SALE e sul 77,44 % di azioni SALAPIA.

Cosa succede adesso che i Francesi di SALINAS con soli 5,4 milioni di euro, escutendo le garanzie, prendono il controllo delle due società italiane, perché i crediti messi sul mercato da MONTE PASCHI DI SIENA, sono delle due società italiane.

Crediamo che la Procura della Repubblica di Barletta debba aprire un fascicolo per tanti semplici motivi.

Uno ad esempio riguarda la Camera di Commercio della BAT, per trasferimento di proprietà improprio e visto che il MPS non lo ha fatto per antiriciclaggio di operazioni sospette alla Banca d’Italia.

Le motivazioni sono tante, come gli attori da perseguire.

Azione di responsabilità nei confronti degli amministratori delle società ed i funzionari di Banca o Società controllata dalla Banca che hanno partecipato all’istruttoria ed avere  erogato il Credito.

Anomalia del tipo di pegno chiesto a garanzia.

Aver escluso la Società SALAPIA insieme alla società R&F srl che hanno offerto 5,6 milioni di euro.

Un dato è certo ATI SALE ha un fatturato di 30 milioni di euro tra Margherita di Savoia in Puglia e Sant’Antioco in Sardegna.

L a legge ha permesso ad ATI SALE SPA di rientrare nel concordato autorizzato dal Tribunale, di sicuro ci sono circa 160 addetti e/o dipendenti solo in Puglia, chi vanta i crediti tra i privati e il pubblico.

Bisogna passare con la lente di ingrandimento perché è stato fatto tra le società e la Banca e/o Finanziaria.

Non è sufficiente dire da chi è stato testimone, lavandosi le mani, che chiunque gestirà questa realtà deve pensare a salvare l’occupazione. Aver rilasciato finanziamenti anomali con garanzie non appropriate e fidejussorie  extra  credito bancario, aver ceduto da parte della Banca Monte Paschi di Siena, con un ulteriore perdita non spiegabile escludendo una società Italiana che ha fatto una offerta migliore.

Vogliamo aggiungere ulteriori soldi erogati dallo Stato, come sono stati spesi? Aggiungiamo un altro punto interrogativo.

I testimoni di questa storia sono tanti e per tanti motivi che permettono alla Procura della Repubblica di aprire una indagine urgente.

Anche il Ministro della Giustizia sarebbe opportuno che invii degli Ispettori per fare chiarezza su questa vicenda.

Sarebbe opportuno emettere un decreto di sospensione dei provvedimenti in essere. Ed anche emettere un Decreto di sospensione o addirittura abrogazione dell’uso delle saline (che sono di proprietà del Demanio con un permesso di utilizzo che scade nel 2029).

Si è provato ad avere maggiori informazioni su tutta questa storia, ma è stato alzato un muro di gomma con molta disinformazione da parte di tutti, come si temesse a dare troppe informazioni su una vicenda che è – lo ricordiamo – di interesse nazionale. Troppe reticenze, quasi che si temesse di essere stati scoperti e di venir accusati di essere complici di un’operazione ben poco entusiasmante.

La Democrazia Cristiana della Puglia chiede chiarezze e chiede che si intervenga fattivamente in una vicenda economica/politica di così grande rilevanza.

Le autorità politiche regionali della Puglia, a dire il vero, sono rimaste piuttosto latitanti in merito a questa vicenda, a partire dall’Amministrazione regionale della Puglia, che ha dimostrato in proposito una insensibilità a dir poco sospetta.

Le uniche voci provenienti dalla politica Pugliese, in merito a questa vicenda, sono state quelle di Nino Marmo e di Giacomo La Gatta (entrambi Consiglieri regionali di Forza Italia).

Un elogio va anche agli attivisti della Democrazia Cristiana della BAT (e di Barletta in particolare) per l’impegno profuso a voler sensibilizzare almeno l’opinione pubblica, nonchè al Vice Presidente della Democrazia Cristiana Internazionale e Presidente Naz.le  Vicario del Comitato tecnico-giuridico e per le Garanzie Statutarie D.C. Geom Giovanni Monorchio.

Insomma si tratta di una vicenda sospetta e non certo brillante per gli interessi nazionali che sono in gioco. L’auspicio della Democrazia Cristiana è che si voglia fare perlomeno chiarezza non lasciando che tutto accada senza che nessuno alzi un dito per impedire l’ennesima ignominia a danno del popolo italiano.

 

A cura di  Maria Teresa Monorchio (di Camerino, in provincia di Macerata) * mariateresa.monorchio@dconline.info * www.ilpopolo.news * Pagina FB < IlPopolo.News >