Dal dolore per una sconfitta ad una nuova consapevolezza politica !

Dal dolore per una sconfitta ad una nuova consapevolezza politica !
A cura di RODOLFO CONCORDIA (Roma) * rodolfo.concordia@dconline.info * 335-7709516 * Coordinatore della Segreteria politica nazionale della Democrazia Cristiana * Segretario regionale per lo Sviluppo e l’Organizzazione della Democrazia Cristiana del Lazio.

< Dal dolore per una sconfitta ad una nuova consapevolezza politica ! >

Provo un dolore acuto per una sconfitta che mi ha profondamente addolorato. Mi sono volutamente riservato il silenzio e la riflessione per alcuni giorni onde poter riuscire a cogliere il significato di un verdetto che ha scosso alcune sicurezze interiori, ma che non ha influito minimamente sulle Certezze di Valori consolidati che sono frutto della mia formazione e di una esperienza politica nella Democrazia Cristiana di oltre mezzo secolo.
Ma soprattutto, direi, sono sorretti da un profondo convincimento che semmai questa tornata elettorale ha contribuito a rafforzare in un contesto politico troppo condizionato da slogan elettorali e da una campagna da parte di TV e Mass-Media, ingiusta, vile e troppo concentrata a mostrare indulgenza verso una compagine governativa, che con scelte dissennate, sta mettendo a rischio la tenuta sociale del Paese.
Lo sta isolando dal contesto mondiale e soprattutto, dagli investitori internazionali senza i quali, non si può progettare e realizzare, un piano di sviluppo e di crescita dell’Italia.
RODOLFO CONCORDIA (Roma)

Io credo, che l’attuale scenario politico risulta drogato dalle emozioni e dal rancore personale, piuttosto che da una lucida rappresentazione dei problemi del Paese, inquadrati nella realtà economico finanziaria dell’Italia e nell’ottica di un cambiamento e di una trasformazione del tessuto connettivo che deve avvenire nel rigoroso rispetto dello Stato e delle Istituzioni.

Dobbiamo proiettarci verso un orizzonte di recupero della dignità umana e nella costruzione di un modello di Società che mira alla sua realizzazione personale, famigliare, professionale e soprattutto che sia rispettoso delle necessità e delle attese delle nuove generazioni.
E a fronte di ciò ritengo veramente singolare e dissennato assistere ad un aumento di consenso verso quel partito che è corresponsabile del degrado sociale, economico e finanziario del nostro Paese, caratterizzato da un debito crescente, da uno spread che avanza verso quota 300, con la disoccupazione che aumenta irreparabilmente, con i cantieri fermi nonostante siano finanziati, con una produzione industriale in caduta e con aliquote fiscali arrivati al limite della sopportazione sociale.
GABRIELLA STRIZZI (Ancona)

Senza contare le proposte dell’oggi, che vanno verso un maggiore indebitamento che porterà il Paese fuori dalla comprensione e dal rispetto dei mercati e degli investitori internazionali.

Io credo che quanto avvenuto, è stato determinato da una serie di fattori non tutti imputabili ad una sola parte ed anche da un contesto internazionale non positivo e drogato dal problema dei dazi, che ha destabilizzato un equilibrio mondiale e quindi, ha negativamente interferito nella fase di crescita e di sviluppo.  A questo i singoli Paesi hanno tentato di porvi rimedio, impiegando risorse ingenti per alimentare la crescita interna e controllando il rapporto Debito Pil .
L’Italia, invece, almeno per ciò che attiene al Primo Semestre, ha continuato ad ignorare gli impegni presi in sede comunitaria ed attraverso i due Vice Premier ha continuato a emettere proclami che hanno ancora più allertato le Istituzioni Economico-Finanziarie, il mercato e gli investitori internazionali.
In virtù di ciò, il sillogismo fra Crescita e Consenso è scemato ed è stato sostituito da una Comunicazione che paventa il paradosso e premia gli incapaci di dare risposte positive al dolore ed alle attese del popolo Italiano.
Prendiamo atto del cambiamento e come Partito chiediamoci su come potevamo intervenire per cercare di arginare la crescita di consenso altrui e la diminuzione del nostro.  Il punto nevralgico sono le risorse disponibili, senza le quali risulta difficile programmare una campagna pubblicitaria di denuncia e di conoscenza delle proposte del Partito.
VINCENZO DE GREGORIO (Bari)

Mentre a livello di Comunicazione interna, grazie alla indiscussa capacità di Vincenzo De Gregorio abbiamo raggiunto importanti livelli di eccelsa qualità, quella per l’esterno ( e per i motivi sopra esposti) è risultata carente, direi per inconsistenza onerosa.

Ma il problema vero a mio avviso, consiste nell’assenza nello scenario politico di un vero partito di centro di ispirazione cristiana, che come nel passato della storia del Paese ha saputo cogliere una stagione di bisogni, sempre correlata, strettamente alla situazione economico- finanziaria ed allo stato sociale dell?Italia, graduando gli obiettivi e realizzandoli senza illusioni e falsità comunicative.
Una cultura di programma che individua un modello di crescita e di sviluppo, necessita di un’anima e di una Fede e di certezze programmatiche che definiscono un progetto di trasformazione dello Stato e delle Istituzioni relazionate alle richieste del Paese e non dalle promesse elettorali.
E questo Governo non ha evidenziato nè un progetto di trasformazione del Paese, nè ha dimostrato capacità ad individuare le aspettative, i bisogni e soprattutto il grido di dolore e la richiesta pressante di giustizia e di solidarietà che veniva dalle frange più in difficoltà della società.
E’ quì risiede la ragione e la certezza che senza un Partito di Centro, espressione dei bisogni della gente, vicino a chi soffre, rispettoso del dolore e dell’insicurezza di chi non ha la costante del lavoro, depositario di un reale progetto di crescita, veicolato e sostenuto dalle Piccole e Medie Aziende e da un tessuto produttivo in generale, liberato dal massacro delle aliquote impositive, questo Paese non potrà rigenerarsi e realizzare una nuova autentica stagione di crescita, di sviluppo e di giustizia.
Ma chi se non una “Nuova” Democrazia Cristiana, espressione di tutti coloro che credono a questa prospettiva salvifica per il Paese, può essere il cuore e l’anima di un progetto di risveglio delle coscienze, capace di una lettura attenta della situazione economico-sociale non drogata da una comunicazione impura e fuorviante della realtà e capace di vivere un rapporto di simbiosi con il popolo italiano e le sue richieste di giustizia, di lavoro e di dignità umana, può realizzare un vero cambiamento ed incarnare una prospettiva di crescita e di sviluppo come allora e come ogni volta che è in gioco la salvezza del Paese ed il futuro delle Nuove generazioni.
Allora ci può anche essere stata per noi una Nuova Caporetto ed una stagione di sogni infranti. Ma come allora, possiamo e dobbiamo ripartire e lavorare per dare una prospettiva ed un futuro al Paese e fermare lo scempio degli esodi di massa di quei giovani laureati, che costituiscono un tesoro straordinario di cultura, di conoscenza e la prospettiva di un Nuovo Domani sempre e con la Democrazia Cristiana.
Ed insieme, con il coraggio, con la fede nel lavoro, con l’entusiasmo di chi crede ad una prospettiva e dona se stesso al progetto, sono sicuro che saremo capaci di realizzare un grande sogno e di dare al Paese un futuro ed una Speranza di cambiamento.
A cura di RODOLFO CONCORDIA (Roma) * rodolfo.concordia@dconline.info * 335-7709516 * Coordinatore della Segreteria politica nazionale della Democrazia Cristiana * Segretario regionale per lo Sviluppo e l’Organizzazione della Democrazia Cristiana del Lazio.