I problemi della difesa affrontati in una logica europea.

I problemi della difesa affrontati in una logica europea.

A cura di GIUSEPPE MARAFIOTI (Rozzano/MI) * giuseppe.marafioti@dconline.info * 331-8259900 

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

< I problemi della difesa affrontati in una logica europea >.

Stiamo discutendo mondo il questo periodo di temi che hanno una valenza europea. Se si prende ad esempio la difesa, ci troviamo davanti ad una situazione veramente paradossale.

GIUSEPPE MARAFIOTI

Gli europei sono preoccupati (come lo sono gli americani) del problema della difesa europea.

Nel Mediterraneo navigano infatti portaerei russe e cinesi; la portaerei americana della Sesta Flotta è dislocata a ridosso del Golfo di Aden per tenere d’occhio il conflitto del Golfo tra Iran e Arabia Saudita; c’è la portaerei italiana, bella ma con aerei antiquati; la portaerei francese è posizionata adesso nel Golfo di Guinea perché i francesi fanno da argine militare al dilagare del terrorismo < jihadista > a ridosso di Mali, Guinea e Niger.

Gli inglesi hanno due portaerei che sono in via di rifacimento nei cantieri di Norfolk. La portaerei spagnola è in piena efficienza, ma è molto piccola. È del tutto evidente che è difficile parlare di una politica militare europea.

Il senso di un passo avanti del progetto europeo, passa attraverso questo esercizio: superare le contraddizioni attraverso sintesi originali.

MARIA LEONE Candidata alle Elezioni Europee nella Circoscrizione NORD OVEST

Non essendo maturato un progetto politico, si è delineato un contesto europeo senza regole federali in cui hanno inevitabilmente preso il sopravvento gli stati più forti. Chi era grande e grosso tra gli Stati membri si è preso più spazio.

In questo periodo chi detta le regole del gioco sono Francia e Germania, in gergo “Framania”, facendo irritare terribilmente le forze politiche sovraniste.

Riguardo all’ombrello Nato, entriamo nella ragione per cui c’è stato il “downgrade”: nella spesa mondiale per la difesa, fatta 100 la spesa, 50 sono gli americani.

Qual è la preoccupazione americana?

Che mentre prima, nel restante 50%, il coefficiente europeo era comunque molto alto, adesso il 70% di quel coefficiente sono i cinesi.

E da qui a due anni i cinesi potranno varare una portaerei più grande di tutte quelle americane.

L’assunzione di responsabilità, quindi, non può eludere il tema politico o il tema di riforme istituzionali che realmente diano il senso necessario della storia, per superare il pessimismo.

Noi l’abbiamo vissuto in modo molto diretto.

Sono anni che ci muoviamo all’interno di istituzioni che dicono: “si può fare tutto, si può migliorare tutto, ma non ci sono le condizioni per riaprire la questione dei trattati”.

La realtà è che non c’è sufficiente feeling politico.

Non si ha il coraggio di fare un passo avanti verso un livello oggettivo di integrazione e tutto questo, inevitabilmente, ha ripercussioni sui vari sistemi-Paese e anche sulle realtà economiche più performanti.

La DEMOCRAZIA CRISTIANA, che come noto presenta i suoi candidati alle prossime elezioni europee nell’ambito della coalizione < PARTITO POPOLARE EUROPEO – POPOLARI PER L’ITALIA > si sta facendo carico anche di queste problematiche ed intende favorire una maggiore integrazione tra i vari Stati membri dell’Unione Europea, anche su un tema importante come quello della difesa.

La candidata della D.C. nella Circoscrizione Nord Ovest MARIA LEONE si farà senz’altro carico anche di questo aspetto!

 

A cura di GIUSEPPE MARAFIOTI (Rozzano/MI) * giuseppe.marafioti@dconline.info * 331-8259900 

www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

Una risposta a "I problemi della difesa affrontati in una logica europea."

  1. Buy Followers   19 Maggio 2019 il 18:38

    Cosa ha da dividere, con questi scandalosi “Ricchi di Stato” lei  insegnante di latino e greco di 52 anni  che lavora da 3  anni per lo stipendio (non del tutto disprezzabile) di 1600 euro mensili?  A  parte che lei stesso non riconosce quanti privilegi ammette di godere nella sua lettera:  dopo 5 anni di sofferenza “ a 200 chilometri da casa in una citta dove  il costo della vita e superiore del 15-20 per cento”, ha ottenuto il trasferimento “nella citta  natale”:  gia, perche succede questo, che gli insegnanti non sono laddove ci sono piu studenti, ma dove conviene stare a voi.   Ed avete la forza sindacale di strappare “i trasferimenti” al Sud spopolato  dopo pochi anni al Nord dove il costo della vita e alto perche paga 50 miliardi annui alle Regioni meridionali.   Che dite? Forse sono gli scolari che devono trasferirsi nel Sud in massa, dove voi potete vivere in famiglia, col costo della vita piacevole e vicino al parentado.   Per le sue stesse parole, caro insegnate di greco e latino, lei rivela la mentalita tipica della categoria: che le istituzioni pubbliche non sono fatte per  dare servizi al popolo, ma il popolo per servire voi.