Giappone: oggi giornata memorabile, abdica Akihito l’imperatore del Giappone.

Akihito lascerà il trono dopo quasi 30 anni e sarà sostituito dal principe Naruhito: la transizione durerà sei mesi e costerà 22 milioni di euro.

Giappone: oggi giornata memorabile, abdica Akihito l’imperatore del Giappone.

Dopo un regno durato trent’anni il Giappone si prepara all’abdicazione dell’imperatore Akihito, la prima volta in 200 anni di storia per la più antica monarchia ereditaria al mondo senza aver subito interruzioni, a partire dal 660 a.C.

Oggi, martedì 30 aprile, l’imperatore del Giappone Akihito abdica dopo trent’anni di reggenza e sarà il primo a farlo in più di duecento anni. Il suo posto verrà preso dal 57enne principe Naruhito, il primo figlio dell’imperatore, ma la transizione richiederà comunque diversi mesi e diversi passaggi formali e si concluderà il prossimo novembre.

Il Giappone è la più antica monarchia al mondo ancora esistente e l’imperatore del Giappone è l’unico sovrano al mondo che mantiene oggi il titolo imperiale, anche se da dopo la Seconda guerra mondiale è un ruolo puramente rappresentativo e privo di poteri politici. Akihito, che è diventato imperatore nel gennaio 1989 alla morte di suo padre Hirohito, è popolare e amato in Giappone, ed è molto ammirato per il modo in cui ha rinnovato la figura dell’imperatore e per il suo lavoro nel superare le divisioni ancora esistenti legate alle guerre.  Tra le altre cose è stato il primo imperatore a visitare la Cina, nel 1992, e a chiedere scusa per i danni causati dal suo paese nelle due guerre sino-giapponesi. Oggi ha 83 anni, ed è malato da tempo.

Il rituale dell’abdicazione inizierà oggi alle ore 17.00: durerà 10 minuti, saranno presenti circa 300 persone – tra loro l’imperatrice Michiko, Naruhito e la principessa ereditaria Masako, i leader di entrambe le camere del parlamento e i giudici della Corte Suprema – e l’evento sarà trasmesso in diretta dalla televisione nazionale. La cerimonia si svolgerà nel “Matsu-no-Ma” (la Camera di pino), che è considerata la sala più prestigiosa del Palazzo imperiale.

I ciambellani imperiali porteranno nella stanza due dei “Tre sacri tesori” del Giappone: una spada e una gemma che, insieme allo specchio, rappresentano le insegne imperiali e simboleggiano la virtù del valore (la spada), della benevolenza (la gemma) e della saggezza (lo specchio). La spada si trova al tempio di Atsuta a Nagoya e la gemma al Palazzo imperiale di Tokyo. Durante la cerimonia di abdicazione il primo ministro Shinzo Abe pronuncerà un discorso e poi Akihito dirà le sue ultime parole ufficiali da imperatore. Tecnicamente, resterà tale fino a quando non scoccherà la mezzanotte.

Con l’abdicazione finirà anche l’era “Heisei” (“pace ovunque”), cioè il nome del regno con Akihito scelto quando salì al trono, e comincerà l’era “Reiwa” che significa “armonia e fortuna”. In Giappone, infatti, con ogni nuovo imperatore inizia anche un nuovo periodo che compone un calendario parallelo rispetto a quello gregoriano, che compare anche sui documenti ufficiali. Il 2019 era Heisei 31, o H31, cioè il trentunesimo anno dell’era Heisei, iniziata nel 1989. Quando diventerà imperatore Naruhito, l’anno verrà ribattezzato Reiwa 1 o R1.

La prima cerimonia di intronizzazione si svolgerà il primo maggio, sempre nel “Matsu-no-Ma” alle 10.30 del mattino e anch’essa sarà molto breve: la spada e la gemma saranno poste davanti al nuovo imperatore come segno della sua legittima successione. Lo specchio, invece, rimarrà sempre nel santuario. L’imperatore non parlerà durante questo evento, che è formalmente vietato alle donne, ma Satsuki Katayama, l’unica ministra nel gabinetto di Abe, poiché fa parte del governo di cui è prevista la presenza, ci sarà.

Poco dopo, dalle 11.10, Naruhito prenderà parte a un’altra cerimonia di dieci minuti durante la quale pronuncerà il suo primo discorso da imperatore. Ancora una volta, Abe parlerà a nome del popolo. Saranno presenti la nuova imperatrice Masako e altri membri della famiglia reale, insieme ai rappresentanti del governo accompagnati dai loro coniugi. Non è invece prevista la presenza del vecchio imperatore.

Il 4 maggio, Naruhito e Masako faranno la loro prima apparizione pubblica, salutando i sostenitori dal Palazzo Imperiale. Appariranno sei volte durante il giorno, a partire dalle 10 del mattino. Si prevede una grande affluenza di persone poiché l’evento si svolgerà durante un periodo di vacanza. In occasione della stessa cerimonia con Akihito e Michiko si radunarono più di 100 mila persone.

Il 22 ottobre la transizione si completerà con la proclamazione ufficiale del nuovo imperatore alla presenza di 2.500 partecipanti provenienti dal Giappone e da più di 200 paesi del mondo. In questa occasione Naruhito dovrebbe indossare una veste e un copricapo tradizionali, entrerà nel “Takamikura”, cioè il trono del crisantemo, e si alzerà in piedi mentre le tende del padiglione verranno aperte: a quel punto dichiarerà la sua successione al mondo.

Dopodiché lui e l’imperatrice, in una macchina aperta, parteciperanno a un corteo attraverso il centro di Tokyo. Infine, il 14 e 15 novembre ci sarà l’ultimo rituale: la grande cerimonia del ringraziamento durante la quale Naruhito offrirà riso e sake agli antenati e alle divinità. Il governo del Giappone ha stanziato 2,7 miliardi di yen (circa 22 milioni di euro) per le cerimonie, compresi i costi per la costruzione di alcune sale temporanee presso il Palazzo Imperiale.

Dopo tre decenni ‘Heisei’ (pace ovunque) entrera’ in vigore l’era ‘Reiwa’ (ordine e armonia), una data che nell’immaginario collettivo dei cittadini del Sol Levante segna un vero cambiamento epocale. Negli uffici municipali delle principali citta’ sono aumentate a livelli vertiginosi le richieste delle coppie che intendono registrare il certificato di matrimonio il primo maggio, e la prefettura di Koto ku, a est di Tokyo, ha organizzato celebrazioni speciali che includono foto commemorative con apposite mascotte. Secondo la ricerca dell’Istituto Dai-Ichi Life e la banca Smbc, durante il periodo di festa il maggior flusso nei trasporti e l’accelerazione delle spese per consumi contribuiranno alla crescita di un quarto di punto percentuale del Pil.

di Antonio Gentile