Svizzera: «Sì all’orologio biologico, no all’ora legale»

È la posizione dei promotori dell'iniziativa popolare "Sì all'abolizione del cambio dell'ora".

Svizzera: «Sì all’orologio biologico, no all’ora legale»

INTERLAKEN – «L’essere umano ha in sé un orologio biologico affinato da abitudini culturali che risalgono alla notte dei tempi e che non va perturbato con l’inutile cambiamento dall’ora solare a quella legale». Ne sono convinti i promotori dell’iniziativa popolare “Sì all’abolizione del cambio dell’ora”, che oggi a Interlaken (BE) hanno presentato i loro argomenti.

«In Svizzera vige durante tutto l’anno l’ora dell’Europa centrale; non vi è alcun cambio dell’ora da solare a legale e viceversa», recita il nuovo capoverso della Costituzione federale proposto dall’iniziativa.

Fra i promotori figura Armin Capaul, già all’origine dell’iniziativa per vacche con le corna respinta lo scorso novembre. A suo avviso i cambiamenti in questione non hanno senso in una fattoria: non si può ad esempio fare il fieno un’ora prima d’estate, quando sull’erba vi è ancora rugiada.

A Capaul ha fatto eco la consigliera nazionale Yvette Estermann (UDC/LU), che ha parlato dei cambiamenti ormonali provocati dal ritmo della luce e delle tenebre. «Abitudini vecchie di migliaia di anni non possono essere semplicemente cambiate senza che emergano problemi di salute», si è detta convinta.

Il testo è stato pubblicato sul Foglio federale martedì. Gli iniziativisti hanno tempo sino al 9 novembre 2020 per raccogliere le 100’000 firme necessarie per portare il tema davanti al popolo.

“Il nostro corpo funziona in base alla luce e l’oscurità. Anche il nostro sistema ormonale ne è condizonato. Non possiamo semplicemente cambiare il nostro orologio interno e questa abitudine secolare senza conseguenze per la salute”, ha spiegato Yvette Estermann.

Per il contadino Armin Capaul, i cambiamenti di orario non reggono: “Il sole è al suo apice alle dodici e mezza. Con il cambio di orario, è alle 13.30.

Intanto però il Parlamento dell’Ue in marzo si è espresso per eliminare il cambiamento d’orario: l’ultimo potrebbe avvenire nell’ottobre 2021. I singoli stati sarebbero liberi di scegliere fra l’ora estiva e quella normale: la maggioranza si è espressa per la prima soluzione.

Dopo la decisione del Parlamento europeo, l’Ufficio federale di metrologia (METAS) ha annunciato che la Confederazione avrebbe tenuto conto degli sviluppi nei Paesi limitrofi e valutato attentamente un’eventuale modifica dell’ordinamento interno.

Il passaggio all’ora legale in passato ha spesso diviso il popolo svizzero. Nel 1978, in votazione popolare, i cittadini elvetici rifiutarono la novità con il 52% dei voti. Il cambiamento fu tuttavia approvato qualche anno più tardi dal Consiglio federale e dal Parlamento. In Svizzera la sua prima applicazione risale al 1981.

In una mozione presentata nel 2016, Estermann aveva fatto riferimento alla crescente insoddisfazione della popolazione e al desiderio di cambiamento anche da parte dei paesi europei. Nel mondo globalizzato di oggi – sosteneva la consigliera nazionale – l’argomento dell'”isola oraria svizzera” non convince più, poiché le persone sono abituate a cambiare regolarmente l’ora, ad esempio quando viaggiano in aereo.

dal web di Antonio Gentile

Scrivi una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato