Il problema del risanamento ambientale in Sardegna.

Il problema del risanamento ambientale in Sardegna.
di ROBERTO PINNA (Cagliari) * roberto.pinna@dconline.info * Segretario regionale per lo Sviluppo e Organizzazione della Democrazia Cristiana Sardegna * www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *
Il problema del risanamento ambientale in Sardegna. Sul problema citiamo il caso più eclatante: quello di Furtei, ma si potrebhe fare un discorso più ampio relativo alle altre zone minerarie dismesse ed in particolare all’area industriale di Sarroch, dove opera una delle più grandi raffinerie del mediterraneo.
Ogni volta che piove, chi vive a Furtei prega perché non accada il peggio.
In questo piccolo fazzoletto di terra inquinata dai veleni delle attività estrattive, le grandi quantità di acqua che cadono dal cielo non sono benvenute. Più sale il livello dei bacini, maggiore è la probabilità che il contenuto tracimi e si sversi sul terreno.
Nell’autunno del 2008, anno della terrificante alluvione che tra Capoterra e Sestu aveva provocato cinque morti, nell’area della miniera si era corso il rischio di assistere alla rottura degli argini e a un disastro ambientale al quale sarebbe stato difficile porre rimedio”.
Le “attività estrattive” sono quelle effettuate nel territorio di Furtei, dalla “Sardinian Gold Mining”.  Il quotidiano “L’Unione Sarda” ha piu volte denunciato una delle più gravi catastrofi ambientali causate in Sardegna dalla mano dell’uomo – e anche l’onere che la Regione sarda dovrà affrontare per tentare di porvi rimedio.
Otto milioni di euro sborsati fino a oggi per tenere in sicurezza il sito, altri sedici ancora da spendere per bonificarlo. Nove pronti a essere utilizzati quest’anno, altri due disponibili già dallo scorso settembre.
Ma intorno alla miniera d’oro di Santu Miali a Furtei, 350 ettari in gran parte impregnati di metalli pesanti come ferro, manganese, rame e zinco, tutto è come cinque anni fa, quando la Sardinia Gold Mining era scappata a gambe levate abbandonando l’attività estrattiva.
Gli interventi di ripristino non sono cominciati, nulla è stato fatto per riportare alla normalità una situazione devastante sotto il profilo ambientale. Intanto la Regione paga il conto. Salatissimo”.

 

di ROBERTO PINNA (Cagliari) * roberto.pinna@dconline.info * Segretario regionale per lo Sviluppo e Organizzazione della Democrazia Cristiana Sardegna * www.ilpopolo.news * www.democraziacristianaonline.it *

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